Razzoli ritorna sul podio dopo sei anni A Wengen rimonta sei posizioni ed è terzo
Il campione di Villa Minozzo chiude alle spalle del norvegese Braathen e dello svizzero Yule e vede le Olimpiadi
Luigi Vinceti
WENGEN (SVIZZERA). Giuliano Razzoli realizza un nuovo exploit nella Coppa del mondo di sci. Dopo tre ottimi piazzamenti nei primi tre slalom (settimo a Campiglio e nono in Val d’Isere e ad Adelboden) ieri a Wengen è salito di nuovo sul podio, terzo, sei anni dopo il secondo posto ottenuto nel 2016, sempre nella località svizzera.
Facile immaginare la sua soddisfazione tanto che, a fine gara dopo aver acceso di entusiasmo la sorella, il papà e il gruppo di fans che da Villa Minozzo lo ha raggiunto oltre confine per assistere alla sua splendida avventura, non è riuscito a nascondere lacrime di emozione. Oltre a rappresentare il miglior piazzamento stagionale, questo verdetto è doppiamente importante in previsione della selezione degli atleti italiani che andranno a Pechino per disputare le Olimpiadi. La lista dei convocati alla trasferta olimpica cinese verrà resa nota la settimana prossima.
Ieri, alla partenza della prima manche, il “Razzo” si è presentato con il pettorale numero 19 e ha fatto subito vedere di sentirsi in forma, chiudendo al nono posto. Nella seconda discesa ha affrontato il “muro” d’avvio con grande precisione e, anche se ha toccato un palo direzionale con uno scarpone, non si è disunito e nel tratto più ripido è andato forte e sicuro. Più controllato nel tratto finale ma sprint velocissimo prima del traguardo.
Il tempo fatto segnare lo ha collocato momentaneamente al secondo posto, alle spalle del norvegese Lucas Braathen, prima di farlo scivolare al terzo, superato dallo svizzero Daniel Yule, secondo.
Sette degli otto avversari che si erano piazzati prima di lui nella prima manche non hanno saputo fare meglio, anche perché la prova di Razzoli è stata quasi perfetta, senza errori nè sbavature, che alla fine gli è valsa un verdetto inatteso quanto sperato. Nulla, però, lasciava presagire che il suo momentaneo piazzamento avrebbe resistito agli assalti degli altri slalomisti, ovvero dei più forti atleti della specialità. Tanto che, dopo il traguardo, Razzoli si era già allontanato dal parterre. A parte Yule, però, tutti gli altri avversari che lo avevano anticipato nella manche d’apertura sono stati sbalzati dal tracciato o sono andati, sia pur di poco, più lenti. E così l’olimpionico di Villa Minozzo, terzo dopo l’uscita di scena di Kristoffersen – primo dopo la prima manche e finito fuori a poche porte dal traguardo – è stato richiamato per partecipare alla premiazione, sul piccolo palco dei vincitori. Ha dovuto nuovamente indossare il pettorale e i guanti prima di potersi far riprendere con racchette e sci fra le mani, affacciandosi alla folla plaudente degli spettatori e nascondendo a fatica una valanga di emozioni.
Il 37enne campione reggiano sembra rinato: va sempre forte senza esagerare. Nella classifica di specialità Razzoli sale al quarto posto, con 154 punti, alle spalle di Foss-Solevaag (180), Yule (162) e di Braathen con 155.
Ieri a Wengen buon 13esimo per l’altro “vecchietto” azzurro, Manfred Moelgg. Fuori Alex Vinatzer, che era settimo a metà gara. Ventesimo Tommaso Sala, mentre chiude 21esimo Stefano Gross.
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