«Se non c’è continuità in allenamento non si regge per 80’»
Rugby. Manghi, tecnico del Valorugby, dopo la sconfitta in Coppa Italia «Il Covid ci sta condizionando: abbiamo avuto 25 giocatori positivi»
l’intervista
Niente Coppa Italia per i reggiani della palla ovale. Ancora una volta i granata tornano a mani vuote dal campo di gioco del Padova , vera bestia nera del Valorugby.
In seguito alla sconfitta di sabato pomeriggio contro la capolista Petrarca Rugby, i Diavoli sono matematicamente fuori dalla corsa alla finale con una giornata di anticipo. Nonostante la tenacia ed il grande impegno profuso in campo da parte degli atleti di Roberto Manghi, gli ospiti reggono solamente 60 minuti dopo di che i padroni di casa fanno loro l’incontro sul 27 - 17. Sabato prossimo l’ultima partita con Mogliano, ma i dubbi sono tanti, soprattutto sulla rosa che potrà essere schierata in campo.
«Abbiamo giocato bene nel primo tempo, ma poi abbiamo ceduto - spiega l’allenatore Roberto Manghi - il match è stato condizionato dalla scelta dei giocatori, questa settimana ho cambiato tre volte la formazione. Ho dovuto schierare Antl come apertura al posto di Newton e Teneggi, entrambi positivi al Covid in questi giorni, oltre ad altri giovani che avrei voluto portare in partita. Sono stato costretto a convocare Schiabel e Cioffi che erano fermi da un mese ed hanno avuto la visita medica venerdì per l’abilitazione all’attività».
Nonostante tutto siete stati anche davanti nel punteggio...
«Sì. Siamo stati davanti col punteggio, avendo buone occasioni da meta. Nel secondo tempo siamo arrivati al 3-14 poi siamo calati. È una situazione che sta colpendo i giocatori di tutti i club, non solo noi. Anche il Petrarca ha dichiarato a fine partita di essere nella stessa situazione, purtroppo il Covid ci sta condizionando».
Ci sono altri fattori che vi hanno penalizzato, magari lo stop di un mese?
«No, il fermo c’è stato per tutti, è un fattore comune. Chiaramente ci siamo allenati, ma quando in ogni settimana si perdono quattro o cinque atleti che diventano positivi non si può avere una continuità. Il 50% delle partite della Coppa Italia non si è giocato, noi siamo riusciti a schierare le squadre in campo, ma siamo continuamente nel dubbio. A Padova nel primo tempo abbiamo mostrato un buon rugby, ma senza la continuità in allenamento non si può pensare di reggere per 80 minuti. Speriamo in una settimana di arrivare alla fine di questa situazione, noi abbiamo già avuto 25 giocatori che hanno avuto il Covid in questo periodo».
Tutta colpa del Covid o anche Padova ci ha messo del suo?
«Sabato abbiamo dominato con la maul e con la mischia subito, ma abbiamo commesso molti errori, permettendo all’avversaria di sopravvivere. Nel secondo tempo abbiamo peccato in difesa e loro ne hanno approfittato, ma siamo stati anche in grado di portarci sul 3 - 14 con un uomo in meno, quindi la squadra c’è. Dobbiamo solo riuscire ad uscire da questa situazione che ci penalizza tutti».
La finale è sfumata, altri obiettivi sulla partita contro Mogliano?
«Speriamo intanto di poter giocare con Mogliano. I nostri avversari non hanno praticamente mai giocato, neanche in casa, quindi speriamo di disputare l’incontro per affilare le armi ed affrontare al meglio poi Piacenza in campionato, nostro primo obiettivo. Il problema vero ad oggi non è contro chi si gioca, ma avere gli atleti per scendere in campo. Questa è la vera incognita».
Ginevra Del Bene Errico
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