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PARLA IL FANTASISTA DELLA VIANESE 

Dallaglio e la scelta controcorrente «Ho preferito i dilettanti e lo studio»

lorenzo chierici
Dallaglio e la scelta controcorrente «Ho preferito i dilettanti e lo studio»

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l’intervista



Era considerato un golden boy fin da piccolo, quando muoveva i primi passi sui campi della Falk, poi arrivò al Modena a 14 anni e firmò un contratto da professionista a 19, passando al Parma, per poi capire, con le esperienze di Pontedera e Lucca, in C, girato in prestito dai crociati, che quel mondo non gli apparteneva, tanto da voler ricominciare dai dilettanti.

Nicolò Dallaglio, fantasista del ’93, giocatore dotato di mezzi tecnici importanti, giocò anche in D a Fidenza e Formigine, poi tra Eccellenza e Promozione a Brescello, Carpineti, Bibbiano, Traversetolo e ora alla Vianese, dove ha trovato il suo ambiente ideale e segnato 7 reti.

«È vero – dice – qui sto bene e sono certo che la Vianese, che oggi ha trovato equilibrio e un’identità di squadra, farà un bel girone di ritorno».

Dallaglio, le sue doti tecniche sono indubbie: perché non è riuscito a fare il grande salto?

«Perché quel mondo non mi apparteneva: il Parma mi diede in prestito prima a Pontedera, in C, poi a Lucca, ma da entrambe le esperienze fuggii dopo due mesi, per poi ripartire dai dilettanti. Non me la sono sentita di rinunciare alle mie amicizie e alla mia vita di tutti i giorni per fare il calciatore… e va bene così. La mia stagione migliore fu in serie D, a Fidenza, quando a 18 anni avevo la squadra in mano e da centrocampista realizzai 7 gol».

A Viano siete partiti con le dimissioni di Cifarelli e l’arrivo di Vinceti dopo un mese: ora, però, siete a un passo dai playoff. Cosa vi ha dato il nuovo allenatore?

«Oggi siamo una squadra matura: abbiamo iniziato senza una guida, poi è arrivato mister Vinceti che ci ha dato equilibrio e un’identità; siamo più maturi e fra noi si è creato un bel legame, per il quale, ovviamente, serviva un po’ di tempo. Da quando è arrivato mister Vinceti le cose sono migliorate in fretta, tant’è che abbiamo fatto 5 vittorie e un pareggio nelle ultime gare, perdendo solo l’ultima col Guastalla a 3 minuti dalla fine».

Qual è il ruolo nel quale si trova meglio?

«Io mi sento un centrocampista, anzi, un “tuttocampista” nel senso che posso ricoprire tutti i ruoli del centrocampo, dalla mezzala al mediano metodista, fino al trequartista. Negli ultimi anni sono stato ridisegnato mezzapunta perché la butto dentro e la cosa non mi dispiace».

Cosa manca alla Vianese per puntare all’Eccellenza?

«Senza le difficoltà vissute all’inizio ora avremmo una posizione di classifica diversa. Stiamo vivendo una stagione di transizione e stiamo imparando dai nostri errori. Per fare il grande salto ci manca davvero poco».

Nicolò, chiudiamo con un suo sogno nel cassetto…

«Finire di studiare osteopatia e girare il mondo cercando di fare del bene a chi ne ha bisogno».

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