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l’emergenza covid 

«Sport di base al crocevia, servono decisioni forti»

Nicolò Rinaldi
«Sport di base al crocevia, servono decisioni forti»

Minardi, presidente provinciale Uisp, lancia l’allarme: «Molte società hanno gettato la spugna, la politica deve intervenire»

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Nicolò Rinaldi

Reggio emilia. «Dopo due anni che ci hanno messi a durissima prova sotto ogni punto di vista, lo sport di base è arrivato a un vero crocevia anche per quanto concerne il panorama reggiano: urgono decisioni forti e risolutive, per evitare di sprofondare».

Il grido d’allarme proviene dalla Uisp, e nello specifico dal presidente provinciale Azio Minardi: le sue parole descrivono la situazione davvero complessa che molte realtà stanno attraversando, dalla gestione degli impianti fino ai tanti punti critici che derivano da una partecipazione alle attività minore rispetto al periodo precedente al Covid.

«L’ultimo miglio della pandemia si avvicina e si allontana a seconda dei giorni - sottolinea Minardi - siamo immersi in un clima di incertezza totale, che purtroppo molto spesso va a ripercuotersi proprio sulla pratica sportiva. Tra quarantene e timore di contagiarsi, sempre più gente finisce per avere paura di fare sport: nessuno nega le necessità di prudenza imposte da un Coronavirus ancora presente, ma dobbiamo ricordarci che il futuro può e deve essere nella socialità».

«Come se non bastasse, il caro energia si ripercuote in maniera pesantissima su palestre e piscine - aggiunge - le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: molte società hanno già deciso di abbandonare la scena, mentre altre non sanno più come gestire gli impianti che rischiano così di diventare cattedrali nel deserto».

Minardi individua quindi una possibile soluzione: «È necessario che qualcosa si muova. Il Governo e la politica locale devono inquadrare l’intero tema non soltanto nell'ambito dei ristori, ma pure promuovendo opportunità per incentivare sul serio la pratica sportiva e il terzo settore. Se ciò non avverrà, usciremo da questa pandemia con le ossa rotte» .

Un ulteriore intervento proviene quindi da Enrico Balestra, presidente della Uisp regionale.

«Il distanziamento sociale avrà conseguenze molto severe, specie tra i giovani - spiega il massimo dirigente della Uisp regionale - la salute del mondo sportivo italiano non si misura parlando solo del calcio di serie A o di Marcell Jacobs: bisogna anche riflettere e agire sulla crescente sedentarietà dei ragazzi, senza ovviamente dimenticare le preoccupazioni delle tante persone che faticano a uscire di casa».

«I temi sul tavolo sono tanti - rimarca Balestra - tra questi figura il tracciamento con tamponi, che ha bisogno di maggiore efficienza e minore burocrazia: un altro aspetto rilevante riguarda poi il certificato medico da aggiornare dopo avere passato la malattia. Ad esempio, si potrebbe studiare una distinzione tra contagiati con sintomi e asintomatici: trattandoli tutti con le stesse norme, si rischia di disperdere energie preziose e soprattutto di sovraccaricare il sistema sanitario».

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