«Emergenza Covid e i tanti impegni ci spingono a guardare al mercato dei lunghi»
Il direttore sportivo Filippo Barozzi al lavoro per rinforzare la Unahotels «Non solo prima squadra: presto tante novità anche per la cantera»
l’intervista
Linda pigozzi
Turno di forzato riposo per la Unahotels.
Il match inerno contro Varese, che ieri sera avrebbe inaugurato il girone di ritorno, è stato rinviato a data da destinarsi a causa del focolaio scoppiato all’interno del gruppo squadra biancorosso.
«Purtroppo – avverte il direttore sportivo Filippo Barozzi – il Covid ci ha colpito di nuovo e, disgraziatamente, l’ha fatto in un momento di slancio, quando stavamo molto bene dal punto psico-fisico».
Come state gestendo l’emergenza?
«Proviamo a gestirla al meglio con il nostro responsabile medico Vincenzo Guiducci. Ad oggi abbiamo cinque professionisti positivi, oltre a diversi giovani aggregati alla prima squadra. Non dobbiamo piangerci addosso ma sono molto preoccupato sia per i tempi di negativizzazione sia per la condizione che i ragazzi potranno avere al rientro».
I giocatori sono tutti asintomatici?
«Quasi tutti. Gli altri hanno sintomi lievi. Continuiamo ad allenarci con tutte le precauzione possibile per tenere in forma quei sei/sette giocatori che a oggi possono svolgere attività fisica. Visto il momento, eravamo pronti a nuovi casi di contagio, nel senso che in tutte le squadre si sono registrate positività».
Quando è previsto un nuovo giro di tamponi?
«Nei prossimi giorni ci testeremo molto spesso perché questo prevedono i protocolli sportivi e sanitari».
Siamo a metà stagione. Vuole stendere un bilancio?
«Sicuramente ottimo per quanto riguarda la Fiba Eurpe Cup: stiamo facendo un bellissimo percorso dopo aver superato un girone di ferro, arrivando anche a battere Saratov che giudico una delle due potenziali finaliste del torneo. Ora siamo 3 a 0 nel secondo girone e serve un ultimo sforzo per raggiungere il quarto di finale che sarebbe davvero prestigioso. Dobbiamo però rimanere concentranti, perché non è ancora fatta».
Per quanto riguarda il campionato, invece?
«Come avevo già detto proprio alla Gazzetta di Reggio, mancano a mio avviso due punti. Peccato, perché le Final Eight sarebbero state la ciliegina di una buona prima metà di stagione. Ora che inizia la fase calda sono però fiducioso, perché anche ho sempre visto una squadra che anche nelle sconfitte dà tutto. Possiamo contare su un gruppo ottimo e su un allenatore che ha in mano le redini della squadra».
Caja però non ha però risparmiato critiche riguardo a mancati arrivi...
«Il rapporto con Caja è molto schietto e franco. Molto spesso sono d’accordo con lui sulle valutazioni tecniche. È bello che ogni tanto ci sia anche un confronto».
Ma le porte del mercato sono realmente chiuse?
«A mio avviso il pacchetto dei sette esterni nel complesso è competitivo. Nei lunghi, fra infortuni, Covid e fisiologici up and down, forse ad oggi siamo un pochino tirati visti i tanti impegni imminenti».
È in arrivo un giocatore?
«So che è una frase fatta, ma noi siamo continuamente sul mercato. È chiaro che in questo momento sto facendo alcune valutazioni con il club e mai come oggi dobbiamo essere vigili e pronti, date le incognite legate ai rientri e un calendario davvero fitto di impegni».
Avete già un profilo del lungo che vorreste inserire in squadra?
«Non abbiamo stabilito un identikit. Se ci fosse però l’occasione di un giocatore che riteniamo valido e che non vada a minare troppo gli equilibri di un gruppo molto coeso, la valuteremo attentamente».
Offerte?
«Gli agenti offrono quotidianamente i loro giocatori. A prescindere da questo, insieme a Michele Talamazzi portiamo avanti il lavoro di scouting iniziato due estati fa, indipendentemente dai profili offerti, implementiamo costantemente il nostro database per fare le scelte migliori per la squadra e la società».
Nei piani c’è un unico movimento in entrata?
«Ora abbiamo talmente pochi elementi disponibili che non consideriamo possibili movimenti in uscita. Oltre all’emergenza Covid non dobbiamo dimenticare il doppio impegno campionato-coppa».
Indubbio però che alcuni elementi non stiano rendendo come atteso?
«Siamo soddisfatti di tutti gli elementi del roster. Andando sui casi singoli, Johnson è un giocatore che conoscevamo già dall’anno scorso. È un gregario che può avere alti e bassi e ha bisogno di una condizione fisica ottimale per rendere al meglio. Thompson è un giocatore che può tranquillamente tenere il livello della Serie A. È in un momento di crisi psicologica, in particolare ai liberi, evidente a chiunque. Era entrato in questo trip dopo la partita di Sassari e da lì non è mai uscito del tutto. In allenamento riesce a segnare serie da venti/trenta tiri liberi consecutivi, è ovvio che il problema è solo mentale e psicologico. Su questi aspetti dobbiamo lavorare in modo ancora più approfondito».
Non mancano note positivissime: Olisevicius, Cinciarini e pure Hopkins. Il play è già sotto contratto anche per la prossima stagione, con gli altri state ragionando per il futuro?
«Di Cincia conoscevamo mentalità e leadership, ma anche pescate come Olisevicius e Hopkins, cui aggiungo Crawford che per i minuti che gioca e l’esperienza che ha, sta facendo un campionato interessante, ci danno soddisfazione. Non è però questo il momento di parlare del futuro. Dobbiamo rimanere concentrati in primis su come uscire al meglio dalla situazione legata al Covid poi sul raggiungere, possibilmente senza troppi patemi, la salvezza in serie A e sull’andare più avanti possibile in coppa. Successivamente, a mente fredda e nei tempi giusti, penseremo al futuro».
Fedeli alla linea societaria state dando spazio a Diouf, ennesimo prodotto della cantera.
«Sta facendo un percorso importante di crescita. È bravo a recepire i consigli e le sfuriate dello staff tecnico. Deve continuare a crescere e a dare continuità al proprio rendimento, rappresentando un patrimonio importante per la società».
Ci sono novità legate al settore giovanile?
«Grazie ai soci che credono molto sul settore giovanile e al lavoro fatto in sinergia con Andrea Menozzi, nelle prossime settimane dovremo finalizzare alcune operazioni di reclutamento che coinvolgeranno prospetti molto interessanti sia europei sia extraeuropei».
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