Gazzetta di Reggio

Sport

calcio e covid 

«Tanti ragazzi senza squadra a causa del super green pass»

Nicolò Valli

L’allarme lanciato a livello nazionale da una petizione firmata da 3milia genitori Il presidente della Figc regionale Simone Alberici solleva il problema a Roma

2 MINUTI DI LETTURA







REGGIO EMILIA. Settimane difficili per il calcio giovanile. Tra l’esponenziale aumento di contagi nelle fasce più giovani, i ritardi per le visite mediche post positività (nonostante la sensibile riduzione di tempistiche per il “Return to Play”) e lo stop alle gare di tornei e amichevoli sino al 31 gennaio si aggiunge un’altra variabile nella quotidianità delle società: l’obbligo di Green Pass rafforzato per gli atleti dai 12 anni in su. Questo il provvedimento della Figc entrato in vigore lo scorso 10 gennaio, e che sta creando non poche polemiche: a prescindere da come la si pensi su un tema che è ormai diventato dominante, è innegabile che per presidenti e allenatori sia un grande dispiacere dovere lasciare fuori dal proprio centro sportivo ragazzi poco più che bambini, che si adeguano alle decisioni assunte dalle famiglie e che si sono visti privati da un giorno all’altro della propria passione e della compagnia dei compagni di squadra.

Come riportato dal sito Tuttocampo.it, oltre 3000 genitori provenienti da ogni parte d’Italia avrebbero scritto al governo per chiedere maggiore attenzione su una norma che rischia di creare non pochi problemi risultando alquanto divisiva: le vittime, come già citato, sono i giovani atleti nati entro il 2010, ma anche i campionati che riprenderanno a fine febbraio rischiano di essere modificati; se per le fasce più elevate della popolazione la campagna vaccinale ha infatti raggiunto numeri elevati, così non è per i giovani. Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, se alla ripartenza le diverse capoliste si ritrovassero senza pedine importanti modificando così i valori tecnici dei tornei. Senza contare che alcuni hanno ottenuto il Green Pass tramite guarigione, altrimenti il dato avrebbe potuto anche essere più alto. Il grido di allarme da parte dei club è stato raccolto dal presidente regionale Simone Alberici, che ha portato all’attenzione del Settore Giovanile e Scolastico Nazionale, oltre che alla LND, la questione soprattutto per la fascia dai 12 ai 15 anni. Così hanno fatto anche altri comitati, ricevendo dagli organi in questione una presa visione e un rimando della vicenda alla Federazione.

Difficile che possa cambiare qualcosa a breve, anche perché gli altri sport che hanno seguito la stessa linea alzerebbero la voce. Fatto sta che il comunicato del Comitato regionale della Figc ha ricevuto sui social molti apprezzamenti, con molti tra papà e addetti ai lavori a ribadire che questo provvedimento ha tutta l’aria di una discriminazione e che bisognerebbe operare come a scuola dove non esiste obbligo vaccinale. La speranza consiste nell’appiattimento della curva epidemiologica, ma il certificato verde sta rendendo il presente e il futuro di alcuni giovani calciatori decisamente grigio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google