Determinata a risalire subito in vetta la Reggiana va all’assalto dell’Olbia
Modena a +3 dopo il successo sul Montevarchi, oggi i granata sono chiamati a non fallire sul campo dei sardi
REGGIO EMILIA. Presente la scena di Peppone e Don Camillo che in bicicletta, sull’Argine di Brescello, fanno a gara a chi arriva per primo? I due si alternano al comando e chi riesce a prevalere per un soffio si gonfia il petto con orgoglio ma poi la sfida continua in un’alternanza senza fine.
Questa è una sfida tra rivali ma amici. Lo stesso non si può dire tra Reggiana e Modena eppure questa seconda parte di campionato ci ha ormai abituato ad allunghi, rincorse e agganci.
Ieri il Modena ha superato il Montevarchi per 2 a 0 e si è portato in testa alla classifica con tre punti di vantaggio sulla Reggiana che oggi (giovedì 17 febbraio, ore 17) a Olbia è chiamata a replicare per tornare nuovamente in vetta. È l’eterna sfida tra Peppone e Don Camillo trasferita nel calcio. Un confronto avvincente, palpitante e come nel film c’è sotto sotto rispetto e ammirazione.
La Reggiana, però, deve ragionare partita dopo partita ma è logico che si debba anche considerare che il calendario costringerà i granata, dopo la gara odierna ad Olbia, a giocare domenica (ore 17.30) al “Città del Tricolore” contro il Grosseto e poi due trasferte consecutive: mercoledì 23 febbraio (ore 21) a Gubbio e domenica 27 febbraio (ore 14.30) ad Ancona. Quattro partite nello spazio di dieci giorni. Per questo motivo il tecnico Aimo Diana dovrà operare una rotazione dell’organico, il tutto senza tenere conto dei possibili infortuni. Resta il “sacro” principio di preparare e di pensare a una partita per volta. Ipotizzare in tale senso la formazione che oggi scenderà al Bruno Nespoli di Olbia è complicato. Ci sarà sicuramente il rientro del capitano Rozzio mentre si attende l’esito del ricorso per Fausto Rossi per averlo a disposizione almeno contro il Grosseto. Non sarà disponibile il difensore Cauz (problema muscolare a un polpaccio), l’indisposto Radrezza, oltre ai lungodegenti Del Pinto e Laezza. Appare abbastanza probabile il rientro in attacco di Lanini, mattatore della gara d’andata con una doppietta nei minuti conclusivi del match.
È bene rimarcare che la Reggiana sta mantenendo una media di 2,36 punti a partita ma soprattutto in queste prime sei partite del girone di ritorno ha ottenuto gli stessi punti dell’andata (14) sostituendo il match della Carrarese con il Gubbio avversario mercoledì prossimo. Un dato che conferma la continuità mostrata dai ragazzi di Diana in questo girone di ritorno. Chi sta ottenendo più punti rispetto all’andata è certamente il Modena: 11 punti all’andata, togliendo il Teramo, a fronte dei 17 del ritorno in 7 partite. In questa logica si spiega la rincorsa dei canarini.
La Reggiana, in ogni caso, si presenta a Olbia con numeri da record: imbattuta, miglior attacco, miglior difesa anche se in trasferta ha raccolto meno, solo 25 punti frutto di 7 vittorie e 4 pareggi. I granata segnano anche meno: 19 reti in trasferta contro le 28 tra e mura amiche. Ma a parte i freddi numeri (ultima vittoria esterna il 22 dicembre a Montevarchi nella prima di ritorno) la Reggiana si presenta a Olbia forte della lezione subita a Carrara e consapevole che per portare a casa dei punti dovrà giocare una partita “sporca” fatta di battaglia su ogni pallone e di grande intensità. Rozzio e soci dovranno prima misurarsi sotto il profilo agonistico con l’Olbia e vincere i duelli individuali per poi far prevalere le qualità tecniche che sono decisamente superiori. Il tutto senza trascurare, ad esempio, la prolificità offensiva di Ragatzu, un attaccante che è arrivato a 10 gol e che se è in giornata può fare la differenza. Udoh è una vecchia conoscenza perché è un ragazzo reggiano, cresciuto nel vivaio granata.
I punti in palio sono pesanti per la Reggiana che deve inseguire il Modena, ma anche per l’Olbia che si ritrova a dover lottare per non essere coinvolto nei play out. La formazione di Canzi in questo girone di ritorno ha un magro bottino fatto di 5 punti in sei partite ma è una squadra capace di tutto e che soprattutto sa sfruttare il fattore ambientale: campo più stretto e un forte vento che spesso tradisce gli avversari.
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