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Il caso: «La porta è storta» e la Vis Pesaro Under 17 non scende in campo a Reggio Emilia

I giocatori della Vis Pesaro sono usciti dall'impianto tra gli applausi ironici dei coetanei granata
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I giocatori della Vis Pesaro sono usciti dall'impianto tra gli applausi ironici dei coetanei granata

Duecento chilometri per cercare di vincere ma senza giocare, ovvero a tavolino. È il piano-partita messo a sorpresa in campo dalla formazione Under 17 della Vis Pesaro che ieri pomeriggio avrebbe dovuto giocare contro i pari età della Reggiana allenati da Andrea Costa

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REGGIO EMILIA. Duecento chilometri per cercare di vincere ma senza giocare, ovvero a tavolino. È il piano-partita messo a sorpresa in campo dalla formazione Under 17 della Vis Pesaro che ieri pomeriggio avrebbe dovuto giocare contro i pari età della Reggiana allenati da Andrea Costa. La formazione marchigiana è arrivata al campo all’orario convenuto, seguita dalla carovana di auto dei genitori dei loro ragazzi. Non tutti però avevano l’intenzione di assistere alla partita tra la terza e la quarta forza del campionato. Lo si deduce dal fatto che prima del fischio d’inizio i dirigenti della Vis Pesaro hanno fatto notare all’arbitro una anomalia che impediva – a loro giudizio – la disputa regolare dell’incontro. I due pali di una delle due porte non era perfettamente allineati. Una asimmetria, dicono chi l’ha vista, che si nota soltanto aguzzando la vista. L’arbitro – anche lui arriva da fuori Reggio – sollecita le due squadre a trovare un accordo. Che però non si trova, nonostante i tentativi, invero piuttosto artigianali, di riportare la porta a una postura più corretta. Al campo, in quel momento ci sono, tra gli altri, il direttore generale della Reggiana Vittorio Cattani, il responsabile del settore giovanile granata Marco Lancetti e l’ex granata Dario Morello che a Masone ha la sede della sua scuola calcio. Tutti a provarle tutte pur di giocare, cercando persino di “rimettere in bolla” la porta. Ovviamente a mano e senza un tutorial che spiegasse il da farsi in queste circostanze.



Andrea Biavati, presidente del Masone, la società che ha in gestione il campo comunale non ha passato un pomeriggio troppo sereno. Mentre la sua squadra, a Carpi veniva sepolta di gol dallo United locale, il suo cellulare non aveva pace, per via di una pioggia di notifiche che lo informavano, quasi in tempo reale, di quel che stava accadendo al campo dove la sua squadra, che partecipa al campionato di Prima Categoria (girone D), si allena e gioca le partite in casa.
«In effetti – dice al telefono di ritorno dalla partita – è stato un pomeriggio movimentato. Quello che posso dire è che il campo è omologato per le partite della Figc».
La mancanza di simmetria tra i due pali della porta, probabilmente era già stata notata, se è vero che i dirigenti della Vis Pesaro hanno subito additato questa anomalia al direttore di gara.
«Da quello che mi hanno riferito – spiega Biavati – i dirigenti della Vis Pesaro sapevano di questo scostamento di due centimetri tra un palo e l’altro. Pare che a dirglielo siano stati i dirigenti dell’Ancona, l’ultima formazione a giocare su quel campo contro la formazione di Andrea Costa. Per la cronaca i marchigiani erano usciti sconfitti per 3-2 dai granata.
«L’arbitro – spiega il responsabile del settore giovanile granata, Marco Lancetti – ha verificato la situazione ed era disposto a iniziare la partita ma alla fine la Vis Pesaro si è rifiutata di giocare. Certamente avranno presentato una riserva scritta e non possiamo far altro che aspettare le decisioni del giudice sportivo col rischio di poter anche perdere la partita a tavolino. Resta il messaggio che viene trasmesso ai ragazzi, dato che stiamo parlando di allievi”. In gioco c’erano i tre punti che separano la Reggiana, terza in classifica, dalla Vis Pesaro. “Capisco tutto ma stiamo sempre parlando di un campionato allievi e a livello educativo non credo abbiano scritto una bella pagina di sport».

W.M./M.S.
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