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Basket Serie A

La Unahotels sfiora l'impresa in casa della Virtus

Linda Pigozzi
Mikael Hopkins a canestro contro la Virtus Bologna
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Mikael Hopkins a canestro contro la Virtus Bologna

I biancorossi danno l'anima alla Segafredo Arena ma a vincere per 78 a 70 sono i campioni d'Italia

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REGGIO EMILIA. Non finisce con il lieto fine la favola reggiana alla Segafredo Arena di Bologna. La Unahotels se la gioca sino all’ultimo respiro contro i campioni d’Italia della Virtus, facendola sudare all’inverosimile, ma la guerra la vince i fuoriclasse bianconera, talentuosa all’inverosimile. E questa Unahotels, tutta cuore e grinta, non può che prenderne atto.
Fuori Olisevicius alle prese con una tendinite che difficilmente gli consentirà di salire sull’aereo per la Danimarca dove, mercoledì, il team biancorosso giocherà l’andata della semifinale di Fiba Europe Cup contro il Bakken. E fuori ci sono ancora Diouf e Candi.

Al via Caja non ha grandi possibilità di scelta e, pur recuperando Crawoford, manda quindi dentro al via Cinciarini, Larson, Strautins, Johnson e Hopkins. Scariolo - che deve fare a meno di Belinelli, sceglie di lasciar fuori Teodosic e Jaiteh - propone un quintetto fisico: Hackett, Tessitori, Weems, Shengelia e Cordinier.
Giù il gettone e Larson sfrutta bene l’assist di Cinciarini. Lì, dopo quel primo acuto reggiano, arriva la violenta risposta virtussina grazie allo strepitoso Shengelia per l’8 a 3. Non si lascia intimorire più di tanto, però, la Unahotels. Con tanta faccia tosta, Strautins sfrutta un buco difensivo degli avversari poi, al 4’, i due liberi di Hopkins rimettono la gara in perfetto equilibrio. Nonostante gli sforzi in difesa dei reggiani, Weems di talento fa volare i suoi. Assai poco lucida davanti alla difesa tignosa dei bianconeri, la Unahotels poco o nulla combina in attacco e al 7’ è precipitata a - 8 (18-10). Il gioco da tre punti di Baldi Rossi interrompe il break bianconero. Reggio però boccheggia e continua a sbattere contro la difesa di casa. A gelare i biancorossi è Hervey in contropiede sulla sirena per il 22 a 14 su cui si chiude il quarto.
Si riparte e senza fatica la Virtus si porta sul +10 con Sampson. È in crisi, la Unahotels davanti la difesa di casa che ne fa sistematicamente saltare i giochi offensivi. Ma la temuta imbarcata, non si arriva.
Un po’ d’ossigeno arriva dai lunghi Hopkins e Johnson che riducono il gap a 7 punti, poco prima della metà del quarto. Da lì, inevitabile, il nuovo affondo delle Vu nere per il +11 (30-19). È soprattutto Cinciarini a mancare, assediato dall’assillante difesa di casa. Il leader biancorosso si sblocca quando ormai si vede la pausa lunga all’orizzonte. Un seppur debole ruggito reggiano chiude poi il primo tempo sul 34 a 26, a dimostrazione che la Unahotels è viva. E non ha paura.
La conferma arriva nei primi istanti della ripresa: Hopkins dice -6. Poi una tripla letale di Strautins vale il meritato -3 (34-31). Caja insiste con la zona che il solo Weems riesce a violare. È grazie all’americano (e alla regia di Hackett) che la Virtus si rialza in volo. Aggiustato l’attacco, la corazzata bianconera è di nuovo in pieno controllo del match (46-33, al 26’). Una fiammata dai 6.75 di Thompson riporta sotto i 10 punti la Unahotels che al terzo gong è in ritardo di otto lunghezze (55-47).
Hopkins, finalmente in palla, dice poi -6. Qui, proprio quando a gara apertissima, Johnson si scatena alla mettendo a segno due canestri dall’elevato peso specifico: al 34’ il tabellone luminoso dice 58 a 54. Peccato che gli ultimi arrivati in casa virtussina - Hackett e Shengelia - producano un 4 a 0 che annulla l’opera di Johnson.

Non molla nulla, Reggio. Non intende farlo, è evidente. Caja alterna bene le difese, Strautins si traveste da Olisevicius e dall’arco ricuce splendidamente a -3. Il 2/2 dalla lunetta di Baldi Rossi è il brivido del -1.
Nel momento di difficoltà massima della sua Virtus, quando è chiaro quanto Reggio ci creda, sale in cattedra Weems che s’inventa un gioco da tre punti per il 67 a 63.

La Unahotels accusa il colpo, pur restando in gara si trova dietro a cercare fino all’ultimo quella che sarebbe una clamorosa impresa. E che, nonostante coraggio, attributi e un’ostinazione commovente, proprio non arriva.


 

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