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"Reggiana, ora ci vuole il salto di qualità"

Roberto Tegoni
"Reggiana, ora ci vuole il salto di qualità"

Diana archivia la vittoria con l'Imolese e gaurda alle prossime trasferte

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REGGIO EMILIA. Non è mai contento, Aimo Diana. Nell’analisi del tecnico, spicca la scontata soddisfazione per la beneficiata con l’Imolese, inquinata da un paio di note amare, tante quante sono state le marcature subite dalla sua squadra: «Il risultato è molto soddisfacente e forse poteva anche essere più ampio. Dispiace tuttavia aver preso due gol. Io mi arrabbio in queste occasioni, perché da voi giornalisti sento sempre parlare di numeri e questi andrebbero migliorati, invece in difesa li abbiamo peggiorati. Dispiace anche riaprire partite che andrebbero chiuse prima. Il secondo gol invece era certamente evitabile con un po’ di attenzione in più».

La vittoria vi ha fatto ritrovare il sorriso?

«Non l’abbiamo mai perso. Oggi mi interessava l’atteggiamento e questo ha fatto seguito al buonissimo secondo tempo di Cesena: la conferma che siamo forti».

Era importante dare pressioni al Modena?

«Ce lo siamo detti negli spogliatoi. Difficile che loro sbaglino ancora, ma abbiamo fatto il nostro. Abbiamo blindato il secondo posto, con numeri importanti. E adesso possiamo solo lottare per il primo».

Il 4-3-3 potrebbe essere la soluzione dall’inizio anche nel futuro?

«Volevamo continuare nel solco di quanto fatto a Cesena nel secondo tempo. Ho giocatori che mi danno soluzioni diverse e con Guglielmotti e Libutti con le placche in gola, ho scelto di giocare così. Difensivamente concedi qualcosa, con questo modulo, ma le punte hanno aiutato molto a centrocampo. Però sottolineo un aspetto: con un modulo o un altro, 76 punti li abbiamo fatti. E c’è rammarico perché potrebbero risultare pochi».

È soddisfatto del contributo che stanno portando Arrighini e D’Angelo?

«Su Arrighini sapevo di trovare un giocatore più pronto, capace di portarci la mentalità vincente. Sonny invece può darci sicuramente di più: non è facile trovare posto nel nostro centrocampo e mi sembra ancora un po’ timido, ma sono convinto che appena si sbloccherà, troveremo un D’Angelo che fa la differenza, anche a livello offensivo. Senza dimenticarci di Muroni, che oggi era mezzo febbricitante e di Del Pinto, che da questa settimana è tornato ad allenarsi a parte».

Vi aspettano due trasferte impegnative a Viterbo e Fermo.

«Il prossimo step di crescita è proprio quello di andare a battagliare sui campi di squadre che devono salvarsi. Devo capire perché facciamo così fatica. Lo imputo all’atteggiamento, nel vincere contrasti in mezzo al campo, nell’essere più cinici e creare anche meno ma concretizzare di più».

Può aiutare il fatto che dovranno scoprirsi per vincere?

«Adesso queste squadre non hanno alcuna riverenza verso nessuno. L’abbiamo già visto a Lucca. Dobbiamo farci trovare pronti a livello motivazionale e comportamentale, se no fai figuracce».

Soddisfatto dell’arbitraggio?

«Il concetto è semplice e lo ripeto: ci vuole molta attenzione da parte di tutti, arbitri compresi, soprattutto nel finale di campionato».

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