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Alessandro Favalli rincuora la Reggiana: «Nel calcio tutto è possibile»

Proprio il difensore ora al Siena è stato protagonista di una rimonta con il Perugia ai danni del Padova


01 aprile 2022 Wainer Magnani


REGGIO EMILIA. Sono tanti gli esempi di rimonte all'ultimo giro di lancetta. Alessandro Favalli è stato testimone lo scorso anno dell'impresa compiuta dal suo Perugia ai danni del Padova. «Ricordo bene quel finale di stagione – afferma l'ex terzino sinistro granata, quest'anno alla corte del Siena - addirittura a 6 partite dalla fine avevamo 6 punti di ritardo dal Padova».

Alla 34esima giornata la classifica vedeva il Perugia e 67 punti, Sudtirol a 68 e Padova a 70 punti. Poi cosa è successo?

«All'ultima giornata abbiamo superato il Sudtirol e agganciato il Padova conquistando la serie B in virtù degli scontri diretti».

La Reggiana è più o meno nelle stesse condizioni, qual è il consiglio che può rivolgere ai suoi ex compagni?

«Sono certo che la Reggiana, come il mio Perugia di due anni fa, non pensa ai playoff ma a vincere direttamente il campionato. Occorre stare sempre sul pezzo, fare la propria partita e cercare di vincere tutte e quattro le gare che restano, poi alla fine si tireranno le somme. Nel calcio tutto può succedere e non è una frase fatta ma la realtà».

Vincere aiuta a vincere?

«Esattamente, le vittorie danno la forza per credere nell'aggancio. Ho visto una Reggiana viva che non vuole mollare la presa. Mi auguro per i miei ex compagni che riescano in questa impresa».

Ma non è giusto iniziare a prepararsi per i playoff?

«Se va male perché il Modena non sbaglierà niente, vorrà dire che la Reggiana si sarà preparata con le giuste motivazioni per giocare i playoff».

Il concetto guida è non avere rimpianti?

«Occorre vivere alla giornata proprio per arrivare alla fine avendo la consapevolezza di avere fatto il massimo».

Il suo Perugia addirittura a quattro giornate dalla fine era terzo in classifica.

«La partita decisiva fu proprio la sconfitta del Padova a Modena e allo stesso tempo lo scivolone del Sudtirol. È stata un'impresa incredibile».

La Reggiana si trova a cinque punti dal Modena quindi occorre parlare di un miracolo sportivo?

«Ripeto: nel calcio può succedere di tutto. Logico che occorre anche guardare in faccia la realtà e cinque punti di ritardo a quattro giornate dalle fine sono tanti da recuperare ma anche noi dicevamo le stesse cose, poi a volte i miracoli succedono».

Il Modena, però, si sente già la serie B in tasca.

«Il Modena è una squadra forte ma la Reggiana non ha niente da invidiare, anzi. Il tecnico Diana dispone di un organico composto da due squadre titolari. La Reggiana deve pensare positivo e non guardare cosa farà il Modena».

Cosa ha apprezzato della Reggiana?

«La squadra ha una precisa identità di gioco e un eccellente collettivo. L'ossatura è quella di due anni fa e ci sono ragazzi che giocano assieme da anni, quindi si è creato un gruppo molto coeso».

Certo che arrivare a 88 punti e non vincere il campionato...

«Capisco che è dura da accettare, per certi aspetti incredibile. Se sarà cosi' la sfortuna per la Reggiana è aver trovato un'altra squadra che ne ha fatto uno in più. Sarebbe una beffa ma non bisogna avere questo pensiero: occorre credere ancora di poter vincere il campionato, però c'è un aspetto positivo...».

Quale?

«Arrivare ai play off con il miglior punteggio ti consente di avere un vantaggi nella formazione della griglia per gli spareggi».

Due anni fa con la Reggiana ha vinto i playoff...

«Erano particolari perché abbiamo giocato solo tre partite e tutte in casa anche se a porte chiuse. Questa formula è più complicata, però con la partita ritorno in casa la squadra meglio classifica è favorita. E poi giocare la gara di ritorno a Reggio, davanti al pubblico granata, è certamente un vantaggio».

Cosa si porta dentro di quella promozione in serie B con la Reggiana?

«Sono stati sei mesi brevi ma intensi. E' successo di tutto: il blocco del campionato, poi alla ripresa ho preso il Covid ed è stata una bella batosta a livello familiare. Ma tornare in campo e vincere i play off conquistando una serie B che alla Reggiana mancava da oltre 20 anni, è stata una grande felicità e soddisfazione. Un'emozione incredibile e me la porterò dentro per sempre. Auguro a tutti i miei ex compagni di riviverla».

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