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Fiba Europe Cup

Unahotels, per la finale servono mani calde

Adr.Ar.
Unahotels, per la finale servono mani calde

La semifinale d’andata in Danimarca, persa per due punti, ha messo in luce gli attuali limiti della squadra di coach Caja

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REGGIO EMILIA. Torna in Italia ringraziando la propria dedizione difensiva e l’intensità del trio Johnson-Cinciarini-Strautins, la Unahotels reduce dalla sconfitta 74-72 sul campo dei danesi del Bakken Bears nella semifinale di andata della Fiba Europe Cup.

Un risultato che tiene aperte ottime possibilità di approdo alla finale, vincendo la gara di ritorno in programma mercoledì 6 aprile alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno con almeno 3 punti di scarto.
La partita in Danimarca, contro una squadra con forza fisica e aggressività, ha messo in mostra ancora una volta la tenacia di questo gruppo, capace di reggere l’urto di un avversario sostenuto dal pubblico e di lavorare senza sosta in difesa e a rimbalzo.

Il tutto senza tre giocatori, Olisevicius, Candi e Diouf, e con un Hopkins in serata stortissima per oltre 30’. Le sofferenze sono state tutte in attacco, e non a caso è bastata l’unica fiammata del centro, con tre canestri filati su tre assist di Cinciarini, a rimandare avanti Reggio al ’39 prima della decisiva bomba di Ogungbemi-Jackson. In queste condizioni, una sconfitta per soli 2 punti non è una prestazione da buttare. E racconta bene dei pregi e dei patemi Unahotels. La squadra è organizzata, attentissima in difesa, rema tutta nella stessa direzione, sa sempre cosa fare, non perde mai la bussola. E ha una guida stellare come Cinciarini. Il problema rimane quello di mettere punti a referto, contro rivali solidi l’attuale organico fatica a trovare soluzioni continuative.

Se poi il miglior finalizzatore disponibile, Hopkins, non concretizza, i guai sono dietro l’angolo. Il lungo Usa è stato servito con precisione e ha preso i suoi tiri, semplicemente non sono entrati. Succede, nella pallacanestro, non è certo colpa di Hopkins. L’assenza di Olisevicius rende però la coperta cortissima. Il lituano è l’attaccante di riferimento, bravissimo a farsi trovare nei punti giusti e capace, alla bisogna, di mettersi in proprio con tecnica superiore e buona forza fisica.

Senza di lui, serve sempre una prestazione quasi perfetta degli altri titolari. E non sempre può accadere. Il rientro di Olisevicius appare lontano, sicuramente non giocherà con Venezia e anche per il ritorno è in forte dubbio, sempre alle prese con i fastidi al tendine d’Achille. Privi di “Oly”, i biancorossi dovranno affidarsi ancora di più alla difesa e sperare che Hopkins torni ai suoi livelli e che i tre esterni Usa diano qualcosa in attacco. In Danimarca, Larson, Crawford e Thompson hanno messo insieme 11 punti. Pochini.

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