Zauri: «Reggiana più forte, ma guai a sottovalutare la Feralpisalò»
Il tecnico del Pescara mette in guardia i ragazzi di Diana
REGGIO EMILIA. Chi conosce bene la Feralpisalò è Luciano Zauri allenatore del Pescara che è stato eliminato proprio dalla compagine allenata da Stefano Vecchi. «La Feralpisalò è una squadra organizzata e ben allenata – dice il tecnico – con un sistema di gioco collaudato perché applica in modo automatico. Un 4-3-1-2 che ha molte alternative offensive. Un complesso dinamico, che corre molto senza palla».
Si può dire una squadra a propensione offensiva visto che è il terzo miglior attacco del girone con 56 gol?
«Sviluppa una manovra finalizzata ad andare alla conclusione anche perché ha buoni interpreti».
A livello difensivo invece concede qualcosa?
«Logico che un sistema di gioco offensivo si presta a contromisure che possono essere considerati dei punti deboli, però è una squadra da non sottovalutare. Contro di noi, ad esempio, è stata una doppia partita vissuta sul filo dell’equilibrio, poi gli episodi hanno fatto la differenza».
Può incidere il fatto che è una squadra con poca pressione?
«Preferisco sempre giocare in uno stadio pieno perché le motivazioni sono fondamentali, anche se capisco che è un’arma a doppio taglio. A Salò non si avverte la pressione dei tifosi ma è anche vero che avere una tifoseria come la Reggiana ti dà forti stimoli. Alla luce dei risultati, però, occorre dire che ha avuto ragione la Feralpisalò nonostante la mancanza di pubblico».
Come se l’aspetta Feralpisalò-Reggiana?
«La Reggiana ha dimostrato nel corso del campionato di essere superiore ma è evidente che nei playoff si azzera tutto e sono gli episodio e secondo me anche le ammonizioni a fare la differenza perché bastano due cartellini gialli per essere squalificato. Detto questo la Reggiana ha tutte le carte in regola per passare il turno ma non deve commettere l’errore di sottovalutare la Feralpisalò».
Si può dire che la Feralpisalò gioca spensierata perché non ha niente da perdere?
«Diciamo che hanno il sogno serie B ma non l’assillo e questo gli consente di interpretare le partite con maggior serenità e allo stesso tempo determinazione».
Tornando ai singoli, chi può cambiare l'equilibrio della partita?
«È un gruppo che lavora molto di squadra e in questo contesto emergono i singoli come Siligardi, Di Molfetta e starei molto attento a Luppi che in queste due partite non ha giocato ma è un attaccante che può cambiare le partite».
Un organico profondo.
«Soprattutto in attacco hanno molte alternative ma anche a livello di impostazione del gioco, ad esempio, hanno due esterni bassi molto bravi. Nicolò Corrado, ad esempio, è un ragazzo di 22 anni molto interessante. Non a caso sono arrivati terzi in campionato alle spalle di Sudtirol e Padova».
Per la Reggiana può essere un handicap dover ripartire dopo una sosta lunga quattro settimane o è un vantaggio?
«Sono dell'idea che Aimo Diana sia contento di aver riposato per recuperare al meglio tutto l'organico. Più che la sosta, a mio avviso, incidono di più le ammonizioni».
È uno spareggio che si gioca in 180 minuti o è la prima partita quella decisiva?
«Personalmente io penserei sempre partita per partita anche perché difficilmente puoi ipotecare la qualificazione dopo la prima partita. Non si possono fare calcoli, altrimenti si rischia grosso».
Reggiana favorita?
«Lo dicono i numeri ma come ho anticipato: guai sottovalutare la Feralpisalò».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
