Nella volata dei big la spunta a sorpresa l’outsider Dainese
Il 24enne padovano della Dsm batte tutti in viale Isonzo
Reggio Emilia Il 24enne Alberto Dainese, padovano di Abano Terme, è il primo italiano ad andare a segno nel 105° Giro d’Italia, aggiudicandosi allo sprint l’undicesima tappa che da Sant’Arcangelo di Romagna si è conclusa sul lungo rettilineo di viale Isonzo a Reggio Emilia.
Certamente Dainese non era il favorito della vigilia, ma con una volata strepitosa ha battuto velocisti del calibro di Gaviria, Consonni, Dèmare, Ewan e Cavendish.
Il colombiano Gaviria, a secco di vittorie in questa edizione della Corsa Rosa, sullo stesso traguardo reggiano aveva vinto nel 2017: anche questa volta sembrava ormai scontato il suo successo, quando è stato superato a doppia velocità da Alberto Dainese, che gareggia con i colori dell’australiana Dsm e che ha tagliato il traguardo di viale Isonzo a braccia alzate, segno di un dominio potente quanto inaspettato.
La tappa è iniziata subito con la notizia del ritiro di uno dei candidati alla vittoria, l’eritreo Biniam Girmay, che dopo la sua vittoria di martedì a Jesi, nell’aprire la bottiglia di spumante che spetta al vincitore è stato incredibilmente colpito a un occhio dal tappo.
Se non si fosse infortunato seriamente, sembrerebbe persino una barzelletta, ma è già la seconda volta che succede in questo Giro, dopo che un episodio analogo si era verificato nella prima tappa in Ungheria, quando a venire colpito allo zigomo fu van der Pool.
Bene anche la Bardiani-Csf-Faizanè che arrivava sulle strade di casa, purtroppo senza il suo velocista Filippo Fiorelli, costretto dopo poche tappe al ritiro a causa di un’indisposizione.
Roberto Reverberi ha affidato a Sasha Modolo il compito di disputare lo sprint di gruppo a ranghi compatti: per lui, che in passato aveva vin to già due tappe al Giro d’Italia, è arrivato un ottimo ottavo posto.
Gli uomini di Reverberi sono stati comunque protagonisti per oltre cento chilometri, quando dopo il via è partito subito all’attacco Luca Rastelli in compagnia di Filippo Tagliani passista della Drone Hopper-Androni.
I due di comune accordo guadagnano subito due minuti sul gruppo e il primo traguardo volante di giornata, a Toscanella di Dozza è vinto nettamente da Fiorelli.
Il vantaggio della coppia si è dilatato sino a 4’50”, mentre a San Lazzaro di Savena quando mancano 92 chilometri al traguardo. il gruppo torna compatto.
In quel momento cade senza grosse conseguenze Richie Porte, uomo squadra di Carapaz nella Ineos Grenadiers.
A 55 chilometri dal traguardo il gruppo viaggia compatto a velocità sostenuta, mentre prova ad attaccare Dries De Bondt (Alpecin Fenix) che passa da Correggio con una ventina di secondi di vantaggio sugli inseguitori.
All’ingresso di Reggio Emilia il fuggitivo ha ancora 18” sul gruppo che viaggia a fortissima velocità e guidato dal “treno” della Groupama Fdj, che prepara la volata della maglia ciclamino Dèmare.
De Bondt è ripreso sotto lo striscione dell’ultimo chilometro ed è volata finale. I grandi favoriti sono tutti lì, pronti alla zampata vincente, ma a sorpresa a brillare è la stella di Alberto Dainese, che conquista la prima vittoria al Giro d’Italia e, quasi incredulo, taglia il traguardo di viale Isonzo a braccia alzate.
La maglia rosa resta sulle spalle dello spagnolo Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo): «Ho visto che Richard Carapaz stava andando alla ricerca di secondi allo sprint intermedio e sono conscio di non essere veloce come lui, quindi non potevo fare nulla per contrastarlo. Sono comunque contento di tenere la maglia rosa almeno un altro giorno. I miei compagni hanno fatto uno splendido lavoro».
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