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Reggiana, ora c’è il nodo campi: dalla Falk arriva quasi uno sfratto

Wainer Magnani
Reggiana, ora c’è il nodo campi: dalla Falk arriva quasi uno sfratto

Alberto Arati: «In autunno avremo bisogno dei campi di Cavazzoli»

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Reggio Emilia La ristrutturazione del Centro Sportivo di via Agosti della Reggiana non è ancora iniziata. Tutto è rimasto fermo nonostante gli impegni, le promesse e le dichiarazioni da parte della Reggiana e del Comune.

I lavori che dovevano iniziare il 9 maggio sono rimasti ancora sulla carta, anche se entrambe le parti hanno evidenziato la buona volontà di dare il via a questa opera fondamentale per il futuro del club granata.
Un progetto che non più tardi di qualche settimana fa il presidente Carmelo Salerno e l'assessore Raffaella Curioni avevano illustrato anche al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Valentina Vezzali. Un impasse destinato, inevitabilmente, ad allungare i tempi di realizzazione.

Una situazione però diventata insostenibile per la FalkGalileo, gestore del centro sportivo Cavazzoli che ha prima chiesto e ora pretende di tornare in possesso della struttura sportiva.

«Negli ultimi incontri con la Reggiana e il Comune – spiega il presidente della FalkGalileo Alberto Arati – abbiamo dato la nostra disponibilità per concedere alla Reggiana la struttura di Cavazzoli a tutto il 31 agosto. Siamo consapevoli che quando la squadra tornerà dal ritiro estivo dovrà trovare tutto il materiale sportivo per proseguire la preparazione ma non possiamo andare oltre. Non ci possiamo più permettere di rinunciare all'utilizzo del centro sportivo Cavazzoli».

È facile comprendere che entro agosto i lavori del centro sportivo di via Agosti non saranno conclusi, al massimo potranno essere iniziati ma anche in questa logica Arati ha qualche dubbio.

«Ai primi di giugno ci troveremo sicuramente con la Reggiana e con il Comune di Reggio e in modo netto dirò che se questi lavori di ristrutturazione andranno per le lunghe dovremo tornare al Cavazzoli poiché non ho alternative per l'attività giovanile e della prima squadra della FalkGalileo. Capisco che sono spettatore e non posso decidere e per senso di responsabilità posso ancora aspettare fino a settembre, massimo ottobre poi devo anche tutelare l'attività della mia società. Ho bisogno di andarci a giocare, non posso compromettere tutta la nostra attività».

Alberto Arati è pronto a picchiare i pugni sul tavolo anche se per il bene della Reggiana e per i buoni rapporti con l'amministrazione comunale è disposto a trovare un compromesso.
«La Reggiana dovrà accettare che al Cavazzoli la nostra prima squadra svolga gli allenamenti serali e nel fine settimana ci possano giocare le formazioni allievi, juniores e la prima squadra della FalkGalileo. Del resto non abbiamo alternative perché il Valli non è a norma».

Arati non riesce a darsi una spiegazione del perché queste opere al centro sportivo di via Agosti non siano ancora iniziate: il 20 dicembre è stata firmata la convenzione, poi a gennaio e febbraio non è stato possibile, a marzo c'era la bonifica per il pericolo delle bombe, ad aprile il problema delle fideiussioni e poi si è scoperto che serve un'autorizzazione da parte del Coni che ha i suoi tempi. E adesso?

«Ci sta che si rimbalzino le responsabilità per delle sfumature ma ora temo che la Reggiana sia preoccupata per l'intervento del Comune e l'amministrazione sia preoccupata per l'impegno della Reggiana». In pratica: io non parto se non parte lui e viceversa.

Questo è un discorso che riguarda la messa a norma della vecchia sede sociale, dei campi d'allenamento e soprattutto degli spogliatoi. Per il campo in sintetico è un discorso diverso perché ci sono tempistiche tipiche delle amministrazioni comunali che spostano in avanti la realizzazione.

«La FalkGalileo – prosegue il presidente Alberto Arati – ha bisogno di date certe: in novanta giorni non è possibile? Se ne occorrono 120 giorni sono pronto a firmare, anche 140 giorni ma se il centro sportivo Cavazzoli resta in esclusiva alla Reggiana dirò che non me lo posso permettere e non ci sto. La FalkGalileo ha bisogno di quegli spazi, anche se capisco le esigenze di una società professionistica come la Reggiana, ci mancherebbe. Comprendo anche che siano stati fatti passi in avanti, che ci sia tutta la buona volontà di fare, vedi l'accordo con la ditta per la sistemazione dei campi – conclude il numero uno della Falk Galileo – ma il problema è che non ci sono date certe».


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