«Diana punto di partenza per la Reggiana»
I più quotati addetti ai lavori parlano del futuro granata
Reggio Emilia Continuità o freschezza. Sono due concetti opposti ma che si sposano bene per un progetto futuro. Chi opta per la continuità si basa sul fatto che l’allenatore Aimo Diana conosce già l’ambiente, i giocatori, la società, la piazza e sa come e in che modo migliorare la stagione scorsa o per lo meno confermarsi a certi livelli, il che vorrebbe dire conquistare la promozione in serie B.
Chi punta sulla necessità di “aprire le finestre” per dare maggiore freschezza all'ambiente sostiene che la Reggiana ha la necessità di ripartire con nuove motivazioni, cancellando le scorie per la delusione della mancata promozione. La nostra inchiesta tra i direttori sportivi ha evidenziato l'indicazione di proseguire il rapporto con Diana per avere continuità di risultati e centrare la promozione in serie B.
«Alla base ci devono essere le giuste motivazioni» richiara il reggianissimo Marco Bernardi, ds del Fiorenzuola che ha mosso i primi passi nella Reggiana.
«Io sono sempre per una continuità nel lavoro - prosegue - per dare seguito al progetto iniziale ma ci devono essere i necessari presupposti sia da parte dei giocatori sia da parte del tecnico. Quando ti basi su un’idea di squadra i risultati arrivano. Non so, però, calarmi appieno nella realtà granata perché non conosco le dinamiche che regolano i rapporti tra società e allenatore e tra tecnico e giocatori. È una scelta molto vincolata ai rapporti all'interno del gruppo. Confermare o cambiare allenatore? In generale non c'è una scelta giusta o una sbagliata ma è legata a certi fattori, tra cui l'entusiasmo di ripartire. L’organico della Reggiana è di assoluto valore e per me era più forte anche del Modena. Per questo motivo la base di partenza offre garanzie anche se stiamo ragionando sulla carta, poi è il campo che determina. Certo che 86 punti sono un bottino che parla da solo».
Della stessa idea è anche Massimo Varini, ex ds granata.
«Non c’è dubbio che ripartirei da Diana perché conosce tutto: club, giocatori, ambiente - dice -. Questo è un notevole vantaggio rispetto alla scelta di un nuovo allenatore che dovrebbe calarsi da zero nella realtà granata. La Regia ha sbagliato i playoff ma sappiamo che stiamo parlando di partite che fanno capitolo a parte. Detto questo, però, non bisogna dimenticare ciò che la squadra ha fatto nel corso della stagione, i punti ottenuti, il cammino e il calcio che ha proposto. Se tutti sosteniamo, a ragione, che la Reggiana ha perso la serie B per un gol del portiere del Modena, è evidente che è stata una stagione straordinaria e non si può che ripartire da ciò che è stato fatto».
Varini pone in secondo piano il rischio di deludere le aspettative.
«La Reggiana -spiega - vorrà puntare a vincere il campionato per cui i rischi ci sono per entrambe le soluzioni. Piuttosto cercherei di rinfrescare una rosa datata inserendo dei giovani di valore per dare sprint e gamba all'organico».
Chi invece è dell'idea della necessità di voltare pagina è Giuseppe Magalini, ex ds di Reggiana e Vicenza. Le motivazioni portate in causa sono da ricercare nella necessità di ridare stimoli, motivazioni e novità a un ambiente rimasto scottato prima dalla mancata vittoria del campionato e poi dall’eliminazione ai playoff.
Su di un aspetto, però, tutti concordano: la necessità di ritoccare l'organico con giocatori di maggior dinamismo.
«È quello che farei - spiega il procuratore ed ex granata Beppe Accardi - perché tutto sommato la squadra ha bisogno di maggior dinamismo. Detto questo, però, io sono per dare continuità al lavoro fatto da Diana anche perché l’equilibrio è il fattore che offre maggiori garanzie per il successo finale. La sua Reggiana ha dimostrato di essere una grande squadra e non gli si può dire nulla».
Nereo Bonato è il direttore sportivo che ha gettato le basi per l’ascesa della Cremonese alla serie A.
«Solo chi conosce il rapporto che esiste tra allenatore e società e tra allenatore e giocatori può avere un quadro preciso della situazione. Quando arrivi ai playoff e trovi delle difficoltà possono emergere i fantasmi del campionato perso sul filo di lana. Questo può essere successo alla Reggiana contro la Feralpisalò ma ciò non toglie che ha fatto una stagione straordinaria e per questo motivo se non ci sono controindicazioni nei rapporti la continuità paga sempre» specifica.
«Occorre avere la certezza che all'interno del gruppo prevalga la compattezza e la voglia di rivalsa. L'assuefazione è il vero pericolo. Un volto nuovo ha il vantaggio di azze.rare tutto, però ha bisogno di più tempo. Caso mai - conclude - interverrei sul gruppo di giocatori inserendo qualche giovane di valore e dalle diverse caratteristiche».
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