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«Aiutateci a far giocare la Conad Tricolore in A1 a Reggio»

Dopo la promozione in Superlega l’appello del patron Santini: «Manca l’impianto omologato, unica strada un pala temporaneo alle Fiere»


28 maggio 2022 Francesca Manini


Reggio Emilia Dalla promozione al «Cosa si fa adesso?» il passo è breve. Così se da un lato tutta Italia parla del “fenomeno Reggio”, dall’altro ci si chiede quale sarà il destino della formazione di, adesso sì, serie A1 griffata Volley Tricolore che battendo la favorita Bam Acqua San Bernardo Cuneo in Gara 4 si è aggiudicata il salto in Superlega.

Perché se la notizia buona è lampante, quella cattiva è l’assenza di un palasport in provincia omologato per la massima serie. È così che, a fronte della gioia del trionfo, arrivano polemiche e pensieri per il prossimo anno.

Che fine farà il gruppo di lottatori del coach Mastrangelo? Chi parte? Chi resta? E soprattutto, l’A1 si farà o no? Tempo di festeggiare e, promette il patron Azzio Santini, ogni dubbio sarà chiarito.

«Massimo dieci giorni e avremo tutte le risposte - spiega Santini - la volontà di fare l’A1 c’è, sarebbe un peccato buttare via quanto fatto finora, ma purtroppo non dipende solo da noi. Economicamente lo possiamo fare, garantisco io, ma manca la struttura. In provincia non ce n'è una idonea per la Superlega e al Bigi non si può giocare nemmeno in deroga: d’altra parte sia chiaro che noi fuori non andiamo, siamo radicati qui e qui restiamo».

«Le soluzioni non sono molte, ma non ci diamo per vinti - continua Santini - l’esperienza della Virtus Segafredo Arena a Bologna dimostra che volendo si possono creare anche strutture temporanee alle Fiere o almeno se ne può ragionare. I quattro amici al bar l’impresa l’hanno compiuta e i rapporti con la Lega sono ottimi, i presupposti ci sarebbero: ora bisogna che anche gli altri facciano la loro parte».

Ogni riferimento alle Istituzioni non è puramente casuale: l’iscrizione al campionato è da fare entro inizio luglio ma le decisioni vanno prese prima per fare mercato.

«Adesso sarebbe facile dire che l'avevamo detto ma ormai recriminare è inutile - aggiunge il dg Loris Migliari - smaltita la sbornia di felicità, da oggi ci rimettiamo seduti intorno a un tavolo. Intanto teniamoci stretti i risultati di una stagione storica su cui pochi avrebbero scommesso: è frutto di una grande squadra, fatta da un grande gruppo, da un grande condottiero e da una società che ha dimostrato di essere stata sottovalutata nella considerazione generale».

Partiti con l’obiettivo playoff, la realtà del Volley Tricolore ha decisamente superato la fantasia. Se il 2022 ha consacrato la Conad sull’Olimpo del volley nazionale, era infatti difficile prevedere un risultato simile a inizio gennaio, quando la formazione di Mastrangelo, stremata da Covid e infortuni, aveva chiuso il girone di andata al quinto posto.

Assenti Marretta, Scopelliti e Cantagalli, con più di un allenamento fatto in cinque giocando a bagherone, i guerrieri giallorossi non si sono però persi d’animo.
Tamponi negativi alla mano, incassato qualche colpo come la sconfitta casalinga contro Lagonegro, hanno ripreso il ritmo con un tour de force di due partite a settimana tra Coppa e campionato, fino a strappare a Cuneo la Del Monte Coppa Italia con un 3-1 arrivato nella trasferta di un 11 febbraio che sarebbe stata solo la prima delle date da santificare. È sempre per 3-1 che il Volley Tricolore si è imposto in Gara 4 su una Cuneo che, proprio in vista dei playoff, si era attrezzata con l’acquisto del super opposto croato Leo Andric.

Vinte le prime due partite della serie per 3-1, risultato magico per i giallorossi, era arrivato il ko al tie-break di domenica scorsa in quel di Cuneo, rimandando la festa al giovedì del pala Bursi.

«Dopo averci tanto applaudito, il nostro pubblico un applauso immenso se lo merita - conclude Migliari - in particolare nelle ultime gare abbiamo avuto un seguito incredibile, il Bursi tiene solo mille tifosi ma ne abbiamo dovuti lasciare fuori almeno il doppio. Il sold out è arrivato in due giorni, con un catino più ampio avremmo potuto fare ancora meglio».

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