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La Reggiana potrebbe perdere alcuni dei soci di minoranza

A breve il confronto decisivo: aperti tutti gli scenari


18 giugno 2022


Reggio Emilia Alla vigilia dell’inizio della nuova stagione all’interno della proprietà della Reggiana è in atto una riflessione da parte dei soci di minoranza se proseguire o meno l’impegno. 
Nessuno mette in discussione il supporto finanziario alla Reggiana sotto forma di sponsorizzazione, ma in discussione è il ruolo stesso di soci del club. 

Il discorso che coinvolge i soci di minoranza Cesare Roberto, Luca Quintavalli, Mauro Carretti, Iller Reggiani e Giuseppe Fico, non certamente il patron Romano Amadei. Il presidente Carmelo Salerno a dicembre aveva invitato tutti i soci a proseguire assieme il cammino e così è stato fino a oggi. Ma ora bisogna ripartire per una nuova e impegnativa stagione . 

Il patron Amadei e il presidente Salerno hanno ribadito nell’ultima assemblea dei soci che la Reggiana metterà a disposizione lo stesso budget della scorsa stagione anche se sarà “appesantito” dal fatto che non ci sarà più il “paracadute” di 1,2 milioni di euro elargito dalla Lega di serie B dopo la retrocessione.
In quella assemblea, per vari motivi, alcune sedie erano rimaste vuote e per questo motivo la prossima settimana ci dovrà essere un nuovo confronto tra i soci per capire se la composizione della compagine societaria subirà o meno delle variazioni.

Ogni socio sarà chiamato ad esprimere la propria volontà di proseguire o meno il cammino. In discussione, come detto, non ci sono gli impegni finanziari quanto le esigenze personali legate alla propria attività professionale ma potrebbero affiorare anche dissensi legati alla gestione del club. 

Da più parti si sussurra dell’uscita dalla proprietà di alcuni soci di minoranza ma ieri interpellati hanno rimarcato: «Stiamo riflettendo». 

Nessuno vorrebbe arrivare a uno scenario di “un uomo solo al comando” perché nella storia ventennale della Reggiana questo ha poi sistematicamente portato alla crisi del club. Lo stesso presidente Salerno in sede di conferenza stampa è stato chiaro dicendo: «Se non invertiamo la tendenza, questa società non ha futuro». 
Il riferimento era legato al fatto che la società, visti i costi di gestione e quelli richiesti dalla categoria, non potrebbe reggere su un solo socio dalla maggioranza quasi assoluta. 

La realtà, però, parla di una proprietà che nel 2018 quando è rinata in serie D ha dovuto invocare l’arrivo dello “straniero” Marco Arturo Romano, che poi si è defilato, per poter ripartire con un budget di 1 milione di euro.

Fortunatamente è poi arrivato Romano Amadei e nel 2019 i soci erano dieci, ma nel corso degli anni la proprietà ha perso dei pezzi per strada: prima Livio Bondavalli, Mario Reggiani (è rimasto Iller Reggiani) poi Cristiano Giaroni, Gianni Perin, infine Mauro Rondanini per conto di Conad. L’eventuale uscita di altri soci comporebbe quasi certamente che Romano Amadei si troverebbe a dover acquisire il 65% circa del club, prospettiva che lo stesso presidente Carmelo Salerno vorrebbe scongiurare. 

Per questo motivo diventa indispensabile un confronto tra i soci, nella speranza che nel club entrino anche nuovi soci. Va anche in questa direzione l’appello fatto dal presidente Salerno quando ha parlato di «aiuto dalla città» e non solo dai tifosi e sponsor che, come sempre, faranno la loro parte.

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