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Nicolò Melli tricolore con l’AX: «Vincere in Italia ha più valore»

L’ala reggiana brinda dopo otto anni al suo secondo scudetto


20 giugno 2022 Adriano Arati


Reggio Emilia Porta il sorriso radioso e le braccia aperte di Nicolò Melli, capitano orgoglioso che accoglie in panchina gli altri titolari della Milano ormai vittorioso, lo scudetto della serie A di basket conquistato sabato 18 giugno dall’AX in un Forum di Assago colmo in ogni spazio.
Il successo per 81-64 su una Virtus Bologna ormai spremuta, che solo nel finale ha ridotto un minimo lo scarto, segna il 4-2 finale e il 29° scudetto della società milanese, primissima in Italia.

È il secondo per Melli, a otto anni da quello conquistato sempre con Milano contro Siena. Ed è il primo da capitano per il giocatore reggiano, tornato in Europa per vincere dopo due annate Nba segnate da poche opportunità per mettersi in mostra. Lo ha fatto, e lo ha fatto da faro, anche in queste finali non facili per lui, a nemmeno due mesi da un infortunio che l’ha tenuto fuori cinque settimane e contro un’altra stella europea di prim’ordine, il georgiano Toko Shengelia.

Di fronte a tutta la famiglia, presente in ogni occasione possibile, Melli ha chiuso la serie con 11.8 punti e 5.6 rimbalzi di media, ha regalato una gara 3 da dominatore chiusa con 22 punti e tutti i punti decisivi e offerto un livello difensivo, negli aiuti, nel presidio dell’area e negli uno contro uno, stellare.
In coppia con il mostruoso Hines, votato miglior difensore dell’ultimo atto, ha garantito a Milano una tenuta impressionante e ha concesso a un attacco come quello della Virtus solo 71.5 punti di media. In mezzo, qualche sana scintilla con i rivali, in primis lo stesso Shengelia. Una finale da capitano, davvero, condita da una partecipazione di pubblico non da tutti i giorni.

Ora è il momento dei resoconti e del riposo, prima di pensare agli Europei con la Nazionale.
«La differenza con il primo scudetto? Adesso ho la barba. No, sono cambiato tanto fuori e dentro il campo e dico anche fortunatamente perché era per questo che sono andato via», ha raccontato nelle interviste televisive a fine partita.

«Sono contento di essere tornato, sono contento di aver vinto, sono contento di aver fatto parte di questo gruppo, di essere allenato da questo allenatore e di rappresentare questa organizzazione, questa società che non ci ha mai fatto mancare il proprio supporto sempre con classe e con eleganza e quindi son contento di esser qua e un bello scudetto».

Non manca un inchino ai rivali: «È stata davvero una serie combattutissima, loro sono una squadra fortissima poi Shengelia ha fatto una serie straordinaria. Quindi adesso prima recupero un po’ le energie, poi realizzerò l’impresa che abbiamo fatto e poi me la godo».

Inevitabile qualche paragone con gli altri successi in carriera: «Ogni scudetto è bello, ho avuto la fortuna di vincerlo anche in altri paesi. Lo dicevo a mia moglie mentre facevo la merenda prima della partita che comunque vincere lo scudetto da italiano in Italia è qualcosa di diverso rispetto a vincerlo all’estero è evidente: c’è una partecipazione diversa e poi è bello dopo gli anni che abbiamo passato rivedere così tanta gente e potere anche gioire con i tifosi è qualcosa di speciale. Io lo avevo detto e non era una critica, ma quando finisce la stagione calcistica il Forum si riempie e così è stato», è la riflessione.

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