Cupisti pronto a ripartire da chi gli ha regalato i playoff
All’indomani della riconferma parla l’allenatore del Roller Scandiano: «Il progetto della società mi ha convinto: punta tutto sul nostro settore giovanile»
Scandiano Niente rivoluzioni. Si riparte da dove si era terminato. Arriva una doppia riconferma, a Scandiano: quella dell’allenatore e quella del blocco dei giocatori – magari con un paio di novità. Tutti promossi, dunque, dopo una stagione positiva nella quale i giovani rossoblù sono stati capaci di andare oltre l’obiettivo salvezza, centrando i playoff.
Alessandro Cupisti (uno dei migliori portieri della storia hockeystica nazionale e internazionale) sarà di nuovo alla guida della squadra che si ripresenta ai nastri di partenza della Serie A2.
Il suo lavoro, che nella scorsa stagione era iniziato prendendo il posto del tecnico precedente (Daniele Uva), è stato considerato molto positivo dalla società. La proroga del contratto è di un altro anno.
Nato a Viareggio il 28 aprile 1959, Cupisti (in carriera ribattezzato “la saracinesca viareggina”) è stato bronzo olimpico nel 1992, campione mondiale nel 1986 e nel 1988 (ricordando che l’Italia, in tutta la sua storia, è stata oro mondiale quattro volte) e campione Europeo nel 1990. Allena da vent’anni, è collaboratore della Nazionale Italiana per quanto riguarda l’attività di preparazione dei portieri.
«Sono molto contento – afferma Cupisti – di rinnovare con il Roller Scandiano: una società che mi ha fatto partecipe di questo progetto sin dal primo giorno. Da allenatore, per motivi lavorativi, non sono mai uscito dalla mia zona geografica, ma il progetto presentatomi qui a Scandiano è davvero importante e ho deciso di accettare la proposta. Oltre ad occuparmi della prima squadra e dei portieri, supervisionerò tutte le squadre, in modo da definire una linea unica, che per me significa ulteriore salto di qualità».
Un triplice incarico che, secondo lo stesso Cupisti, trova una sua perfetta spiegazione: «In Italia dobbiamo puntare sulla qualità, perché rispetto ad altre nazioni non abbiamo la disponibilità di un elevato numero di giocatori. Realizzare una omogenea linea tecnica è fondamentale per alzare il livello di tutti i tesserati della società. Occorre poi investire moltissime risorse sui settori giovanili, e il motivo è semplice: senza di questi il nostro sport rimane bloccato. O investi pesantemente per costruirti una prima squadra di alta qualità oppure punti sui tuoi giocatori, investendo nella loro crescita nel tempo. E se il tuo lavoro porterà anche solo la metà degli atleti attualmente nel settore giovanile in prima squadra, sarà già stato un grande successo. È un lavoro che ha bisogno di pazienza, anche per creare una base solida che garantisca la continuità negli anni».
Sul fronte giocatori, si va verso la riconferma di quasi tutti gli elementi protagonisti della scorsa stagione nella cui parte finale si ebbe la partenza di Alessandro Cortes. Molto probabilmente non farà più parte della rosa il giovane Filippo Fontanesi. Per quanto riguarda la sostituzione delle due pedine, la società potrebbe da un lato ricorrere a un altro italiano relativamente “esperto” e dall’altro inserire un ragazzo del settore giovanile.
E a questo proposito, pronti a subentrare ci sono i giovani Iacopo Vivi e Gioele Ganassi.
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