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Calcio serie C

Contratti, la Reggiana cambia rotta e gli addetti ai lavori si dividono

Luigi Cocconcelli
sesena foto er siena reggiana esultanza zamparo
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sesena foto er siena reggiana esultanza zamparo

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Reggio Emilia Nuova filosofia gestionale alla Reggiana. Dall’intesa tra il presidente Salerno ed il diesse Goretti, a quanto trapela, è scaturita l’intenzione di non procedere più alla stipula di contratti pluriennali.

Da adesso solo per una stagione, poi si valuterà in corso d’opera ed al campionato concluso. Scelta che ha i suoi pro ed il suo contro. E comunque si può vincere in entrambi i casi, se è vero che il Modena non aveva un giocatore che sia uno in scadenza ed il Palermo, invece, ben sette, quasi tutti titolari, con rapporto destinato a cessare il 30 giugno.

A favore della nuova linea è Massimo Varini.

«Probabilmente – dice l’ex ds di Reggiana, Spezia e Pro Vercelli – alla base di questa scelta c’è la necessità di abbassare i costi, che per la Reggiana sono pesanti e si protraggono nel tempo: se fai contratti per più anni poi rischi di dover pagare i giocatori senza farli giocare se per vari motivi non li ritieni più utili alla causa oppure dover comunque mettere mano al portafoglio per incentivare l’esodo».

Diametralmente opposto il parere di Davide Vaira, ds del Modena.

PIÙ SERENITÀ

«A me – dice – non piace portare giocatori alla scadenza, voglio dare loro serenità, evitare che ad un certo punto sorga in loro il dubbio di non essere più partecipi del progetto, anche se vanno fatte distinzioni, occorre valutare situazione per situazione, perché alcuni hanno bisogno di essere stimolati, di avere pepe sulla coda per rendere di più. In ogni caso – aggiunge Vaira – sono filosofie diverse, legate anche alla singola realtà ed alle disponibilità economiche».

TRATTARE OPPURE NO?

I giocatori, già. A Reggio qualcuno comincia a storcere il naso, vorrebbe – è il caso di Zamparo – allungare il contratto prima dell’inizio della stagione.

«Dipende – la parola a Varini – dalla professionalità del giocatore, da quanto crede nelle proprie potenzialità, accetta di mettersi in gioco, in fin dei conti lo stimolo a far bene non dovrebbe mancare, anzi, se vuole guadagnarsi un altro contratto, qua od altrove».

Se invece qualcuno puntasse i piedi, che fare?

«Dico quello che farei io, gli direi di parlare col il procuratore, trovare una squadra disposta ad un’intesa pluriennale e venire a parlare con la Reggiana, un accordo lo si troverà».

E poi?

«E poi – sottolinea ancora l’ex ds granata – cercherei un altro giocatore. Guardate che Goretti lo conosco bene, ha relazioni, assieme al suo collaboratore gira tanto, ha un sacco di nominativi sul taccuino e poi il contratto annuale non è mica un dogma, servirà flessibilità, in giro ci sono tante esperienze da cui apprendere».

Ad esempio?

«Il Como per filosofia non in ingaggia giocatori oltre i 28 anni, quando ero alla Reggiana – spiega ancora Varini – l’input era mai contratti pluriennali per giocatori oltre la trentina, ricordo ancora le discussioni con il povero Ponzo che chiedeva 2 anni ed invece poi accettava di firmare per uno e poi si rinnovava».

I contratti pluriennali servono anche per abbassare la spesa, tendenzialmente per un solo anno uno è portato a chiedere di più ed ad incentivare a privilegiare te e non un’altra squadra….

«Esatto – dice Vaira – il pluriennale di sicuro abbassa i costi, anche per questo non vedo di buon occhio la scelta di procedere di stagione in stagione,poi è vero che giocatori importanti per scendere di categoria lo chiedono, a volte lo pretendono, ovviamente puoi dire di no. Senza per questo voler mettere il becco in casa altrui sono entrambe scelte legittime e che possono pagare».

A CACCIA DI TALENTI

L’intenzione della Reggiana sarebbe anche quella di puntare su giovani per patrimonializzare e cedere poi, non è in controtendenza con l’ottica del contratto annuale?

«Beh – dicono in coro Varini e Vaira – qua si tratta di investimenti, devi andare alla ricerca di prospetti di 18 anni circa , li devi per forza legare con contratti a lunga scadenza ».


E’ percorribile la strada di puntare alla valorizzazione di giovani di serie superiore o ricorre ai contributi per il minutaggio?

Risposta in coro, se vuoi vincere no.

«La politica del minutaggio va bene per chi punta alla salvezza, devi schierarne almeno 3 o 4 a partita e così perdi competitività, per quanto concerne il premio di valorizzazione al massimo può arrivare ad un centinaio di migliaia di euro, che nel bilancio di squadre con in testa l’obiettivo della promozione in B è acqua nel deserto».


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