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Calcio a 5 serie C

Rozzio e la Regia, che legame

Roberto Tegoni

	Il patron Romano Amadei abbraccia il capitano Paolo Rozzio nel giorno del raduno al Cere
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Il patron Romano Amadei abbraccia il capitano Paolo Rozzio nel giorno del raduno al Cere

Il capitano è una bandiera: si appresta a vivere la settima stagione in maglia granata. «Qualsiasi strada prenderò in futuro la mia “reggianità” rimarrà indelebile»

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Toano Qualche giorno fa, ha festeggiato a distanza il primo compleanno della figlia Bianca. Ieri, invece, Paolo Rozzio, dal ritiro di Toano, ha spento le sue prime... trenta candeline.
Una data di nascita particolare per il capitano della Reggiana, giacché il 22 luglio rappresenta per i colori del club di via Brigata Reggio una ricorrenza speciale: la vittoria sul Bari nella finale playoff di due anni fa e la conseguente promozione in serie B. Un ricordo che i calciatori granata in ritiro a Toano presenti anche in quella calda notte di luglio hanno voluto celebrare ripubblicando sui social le foto dei festeggiamenti in campo, con la Coppa e sulla passerella di ingresso allo stadio, con la marea di tifosi costretti nel parcheggio del Città del Tricolore per via del Covid a sventolare i vessilli granata, lanciando cori verso i giocatori. Ricordi indelebili che Rozzio e compagni cercheranno di rivivere fra qualche mese.

Nel frattempo, per il capitano, quella che si aprirà ufficialmente tra poco più di una settimana con la sfida di Coppa Italia a Palermo (sfida secca, chi vince affronta il Torino) è la settima stagione con la maglia della Regia per Paolo Rozzio. Arrivato nel 2016 dal Pisa alla corte di Leonardo Colucci, Rozzio ha vissuto in granata, tra le altre cose, i fasti della cadetteria, le vittorie col Modena e i festeggiamenti del centenario, ma anche le sconfitte nei derby, l’amarezza del fallimento e l’inferno della Serie D.

Capitano, è all’alba della settima stagione con questi colori addosso e il suo contratto scadrà il prossimo giugno.
«Sono molto fiero e orgoglioso di indossare questa maglia. Mi sento sempre più reggiano. L’ho già detto in passato: qualsiasi strada prenderò in futuro, la mia “reggianità” rimarrà indelebile e il mio desiderio professionale è di terminare la mia carriera qui».

Le motivazioni, per quest’anno, non mancano…
«Ripartiamo con una grande voglia di riprenderci ciò che non siamo riusciti a prenderci l’anno scorso. È il momento di pensare a lavorare».

A proposito di lavoro, è suo il primo gol della stagione nella prima amichevole.
«Lo dedico a mia figlia, è al mare che si rilassa con la mamma mentre il papà è giustamente qui a faticare (ride, ndc)!».

Come stanno andando i primi giorni di ritiro?
«Molto bene, stiamo lavorando in maniera importante con il prof (Anitua, ndc) che ci sta facendo sudare e pedalare parecchio, quindi abbiamo le gambe un po’ pesanti. Queste prime uscite ci consentono di mettere alcune idee in campo e permettono al mister di vederci all’opera».

Tra pochi giorni andrete a Palermo per la Coppia Italia: con quali aspettative e quali ambizioni?
«Andremo a Palermo per giocarcela, assolutamente. Nessuno ha voglia di fare brutte figure e il contesto ti permette di goderti il momento e di divertirti, oltretutto. È giusto vivere al 100% ogni evento, a maggior ragione a Palermo, vetrina importante nel calcio italiano. E poi, se passiamo il turno, c’è la sfida col Torino all’Olimpico, non è cosa da poco».

Siete una rosa numericamente importante.
«Siamo in tanti e c’è anche qualche ragazzo giovane interessante aggregato dal settore giovanile. Siamo molto felici del ritorno di Michele (Cremonesi, ndc) e “Libu”».

C’è tanta concorrenza anche per il capitano?
«Fa parte del nostro percorso, anche l’anno scorso. C’è voglia di mettersi in mostra e per una squadra che vuol vincere il campionato è importante che ci siano più calciatori pronti durante l’anno».


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