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Volley serie A2

Mastrangelo miglior coach dell’A2: «Che gioia! Lo inseguivo dal 2006»

Francesca Manini

	L'ex tecnico biancorosso Vincenzo Mastrangelo, oggi allenatore di Santa Croce
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L'ex tecnico biancorosso Vincenzo Mastrangelo, oggi allenatore di Santa Croce

Pioggia di riconoscimenti per l’annata dei record della Conad Volley

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Reggio Emilia Non accenna a smettere la pioggia di riconoscimenti per l’annata dei record del Volley Tricolore, la storica stagione 2021-22.

Dopo il doppio attestato della Lega alla società per aver vinto Coppa Italia e playoff, è arrivato infatti anche il premio all’indimenticato coach Vincenzo Mastrangelo come miglior allenatore della Serie A2 Credem Banca.

Pur partito subito alla volta di Santa Croce, il condottiero di mille vittorie porta Reggio nel cuore e dice: «Quelli collezionati con il Volley Tricolore sono ricordi indelebili, le emozioni provate sono irripetibili. Il mio progetto con i giallorossi ha portato alla costruzione di una mentalità che mi fa sentire come a casa e questo non è per nulla scontato. Come ogni cosa però questo ha avuto un inizio e una fine, questa è stata la mia, ma non si sa mai cos’ha in serbo per noi il futuro, nulla toglie Reggio dal mio cuore».

Ed ecco allora che per riabbracciare “Vincenzino” Mastrangelo il pubblico giallorosso dovrà attendere la penultima giornata di andata fissata per l’11 dicembre a Santa Croce. Con lui ci sarà anche lo storico libero di Campagnola Davide Morgese, che dopo otto anni in maglia giallorossa ha lasciato il nido per spiccare il volo.

Sono tanti i frutti di una stagione da incorniciare, tra cui anche l’ingaggio di Marcello Mattioli, vice di Mastrangelo insieme a Fabio Fanuli, come secondo allenatore della Delta Porto Viro, sempre in A2: lo si rivedrà il 30 ottobre in trasferta insieme agli ex Garnica e Bellei.

«Questo premio è mio ma lo voglio condividere con tutti, in particolare con i ragazzi che hanno sempre lavorato con passione e dedizione – aggiunge Mastrangelo – per me è un sogno che si realizza, lo aspettavo dal 2006 quando avevo perso la mia prima finale playoff nella mia città, Gioia del Colle. Penso di meritarmelo perché l’allenatore ha un ruolo fondamentale, creare sinergie tra giocatori di età ed esperienze diverse, portandoli a pensare in un unico modo. Non vedo l’ora di incontrare la nuova squadra giallorossa dall’altro lato del campo».

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