Zaynab Dosso la guerriera: «Agli Europei col fuoco dentro»
La rubierese brilla a Eugene nei 100 metri e nella staffetta
RUBIERA «Questo Mondiale mi ha insegnato che quando ci sono con la testa riesco a fare cose importanti. Non bastano i muscoli e l’agilità, perché se bastasse quello tanti sarebbero campioni. La testa deve essere collegata con le gambe e bisogna avere una fiamma dentro». È una Zaynab Dosso guerriera quella che è tornata da Eugene. La sua voce al telefono e i suoi pensieri trasmettono la freschezza di una 22enne e la fiducia nel futuro di chi è consapevole della sue potenzialità (ha già superato il record italiano nei 60 metri e sfiorato quello dei 100).
In Oregon l’atleta si è misurata «con i giganti», come li chiama lei, e ha centrato la semifinale dei 100 metri - entrando così tra le 24 donne più veloci al mondo - e la finale nella staffetta 4x100.
Ma alla rubierese tutto questo non basta di certo. «Nella gara individuale volevo fare molto meglio e per una serie di problemi, di false partenze, mi sono deconcentrata e non sono riuscita a fare quello che volevo. Quando ho corso la staffetta ero arrabbiata e infatti ho fatto il miglior tempo». Dosso si sta allenando a Roma con l’obiettivo degli Europei di Monaco in vista: nei 100 metri scenderà in pista il 16 agosto, poi si cimenterà ancora con la staffetta. «Al ritorno ho patito il jet lag e da mercoledì sto facendo degli allenamenti di assestamento: ma il mio allenatore (Giorgio Frinolli, ndr) mi ha avvertito che adesso si parte a bomba». Questo vuole dire ore di fatica ogni giorno, tra palestra e pista, e una tabella alimentare molto precisa da rispettare.
In Baviera Zaynab non ha intenzione di fare la comparsa. «Ci arrivo molto serena, non voglio fare proclami perché è inutile parlare troppo. So che anche in quella competizione ci saranno atlete inarrivabili, come ai Mondiali, ma per il resto me la gioco anche io. Dunque, vediamo...».
Negli Stati Uniti la sprinter ha sentito ancora una volta il calore del suo paese, la Rubiera che l’ha accolta quando è arrivata bambina dalla Costa d’Avorio e che non ha mai smesso di sostenerla. «Sono super contenta di Rubiera, mi hanno mandato molti messaggi di sostegno. Il presidente della Corradini , Marco Benati, stava sveglio alla notte per vedermi. Queste persone mi sono sempre state vicine, anche quando le cose andavano meno bene».
L’Atletica dalle Olimpiadi di Tokyo del 2020 sta vivendo un periodo di rinnovato interesse, soprattutto grazie a sportivi come Marcell Jacobs, oro nei 100 metri. «In Italia c’è una crescita evidente: è uno sport in continua evoluzione. Prima di Tokyo era come se ci accontentassimo di qualificarci. Adesso, dopo quell’oro, abbiamo spostato in alto tutti gli obiettivi; è cambiato tutto». Una grande dose di fiducia, «che vediamo anche nei più piccoli che iniziano a fare atletica».
Per competere ad altissimi livelli, ribadisce la 22enne, è necessario uno scatto mentale. «L’atletica è un percorso che va compiuto passo dopo passo. Io lo sto percorrendo e vedo un futuro davanti a me». Ma non è un cammino lineare, fatto di sola crescita. «Con il tempo acquisisci sicurezza e soprattutto la capacità di non perdere l’equilibrio. Perché ci vuole veramente poco per perderlo».
A primavera la rubierese ha dovuto fare i conti con il Covid. «Quando sono tornata a gareggiare non avevo la stessa sicurezza e così in Polonia non è andata benissimo». Nel meeting internazionale ha rimediato per due volte un quarto posto nei 100 metri con un tempo di 11.42, di molto peggiore rispetto a quello di Savona, 11.19, con il quale a maggio aveva insidiato il record italiano.
Ai Mondiali americani Zaynab si è rimessa decisamente in cammino. «Anche se mi dispiace non aver dimostrato tutto quello che potevo. Ma sono una persona positiva e agguerrita e dunque vedo anche le cose buone, come il miglior tempo tra le azzurre nella staffetta».
E il 13 agosto, quando partirà per la Germania, farà tesoro degli errori che ha commesso e si porterà dietro le certezze che ha acquisito.
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