«Vitali stupirà Reggio Emilia»
Il coach Consolini ha cresciuto l’esterno alla Virtus: «Alla Unahotels un giocatore intelligente con tiro e difesa»
Reggio Emilia «Michele Vitali? È un giocatore intelligente, con buon tiro, efficace in difesa, che sa leggere le situazioni, copre tanti ruoli. Mi fa impressione parlarne come di un veterano, ma lo è, ed è affidabile». Nessuno a Reggio può dire di conoscere bene il nuovo acquisto biancorosso Michele Vitali quanto Giordano Consolini, coach delle giovanili della Virtus Bologna negli anni in cui la guardia 31enne si affacciava nel mondo del basket di alto livello sulle orme del fratello maggiore Luca.
Consolini, oggi direttore tecnico del progetto Pallacanestro Reggiana Academy e allenatore dell’Under 17 biancorosso, ha visto crescere Vitali così altre generazioni di giocatori, e ne ha seguito i passi da professionista, dagli esordi con Caserta sino all’esplosione con Brescia e alle successive tappe italiane e straniere, fra Sassari, Andorra, Bamberg e l'ultimo passaggio a Venezia, la società con cui ha rescisso il precedente contratto nel momento dell'accordo con Pallacanestro Reggiana.
«Ho lavorato con lui nei cinque anni di giovanile, poi ho continuato a tenerlo d’occhio. È cresciuto tanto, mostrando anche doti che all’epoca non erano certo quelle prevalenti» racconta.
Che intende?
«Penso alla difesa e alla tenuta fisica, in prima battuta. Da ragazzo non erano certi i suoi punti di forza, aveva talento, aveva tiro, ma forse anche perché era sempre il più piccolo non ci si poteva certo attendere questo sviluppo».
E invece?
«Invece, nonostante doti fisiche e atletiche che per la serie A sono normali, e spero non me ne vorrà per queste parole, è diventato un giocatore capace di tenere fisicamente, anche a livelli elevati, e di avere un impatto in difesa».
In attacco era tutto più facile?
«Lui ha un grande tiro perimetrale, e non è una novità, ma non è certo la sua unica qualità. È un giocatore molto intelligente, capace di capire un attimo prima cosa accadrà e a muoversi di conseguenza, è molto prezioso in questo senso, e può sempre trovare un modo per essere utile».
Un altro aspetto interessante è la duttilità, giusto?
«Assolutamente. Lui è una guardia che può dare una mano in regia, nella costruzione di gioco, con la sua capacità di lettura, e può muoversi da esterno e tenere botta contro diversi tipi di giocatori».
Ancora di più un basket in cui spesso le squadre schierano tre esterni puri, forse?
«Può dare un contributo in difesa e giocare nei tre ruoli dietro, assolutamente».
Per Reggio è anche un innesto prezioso in termini di esperienza, di serenità nei momenti difficili. Un suo parere?
«Mi fa impressione e mi stupisce considerare un ragazzo come Michele un veterano, ma se poi ci penso mi rendo conto che lo è. Mi sembra sempre uno dei miei atleti nelle giovanili Virtus».
Da allora un po’ d’acqua è passata sotto ai ponti?
«Sì, lui 31 anni, ha avuto tante esperienze di buon livello, ha giocato in Nazionale, ha giocato in diverse squadre italiane e ha giocato all’estero, è esperto, può aiutare in tanti modi e credo che anche a Reggio possa dare il contributo che ha mostrato di saper dare in altre realtà. Così gli mettiamo anche un poco di pressione addosso».
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