C’è Zaynab tra le magnifiche otto: «Ora so che posso puntare ai 100»
Per la Dosso settimo posto in finale ai Campionati Europei
Rubiera Grazie alla 22enne sprinter rubierese Zaynab Dosso, l’Italia delle velocità femminile torna tra le migliori otto nella gara più veloce a vent’anni dal bronzo di Manuela Levorato.
Un risultato che va a coronare una stagione incredibile, dove la Dosso – allenata da Loredana Riccardi e Giorgio Frinolli – ha conquistato due titoli italiani, il primo nei 60 piani indoor ad Ancona stabilendo il nuovo primato italiano con 7”16 ed il secondo agli assoluti di Rieti sui 100 piani in 11”30. Buona poi la sua partecipazione ai mondiali indoor di Belgrado, dove ha raggiunto le semifinali, mentre a maggio nel Meeting di Savona, ha stabilito la seconda prestazione italiana “all time” sui 100 metri piani con il tempo di 11"19, a soli cinque centesimi dal record detenuto da Manuela Levorato (11”14), stabilito nel lontano 2001 al Meeting di Losanna.
La finale, disputata sulla storica pista dell’Olympiastadion, ha visto il successo in rimonta della tedesca Gina Luckenkemper, già argento quattro anni fa a Berlino, sulla svizzera Mujinga Kambundji, 10”99 per entrambe, separata di cinque millesimi, bronzo per la britannica Daryll Neita ad un solo centesimo dalle due avversarie. Per la Dosso 11”37 finale, con una bella prima parte di gara seguita da una seconda in cui è stata progressivamente riassorbita. Una gara, quella della finale di Monaco in cui la Dosso ha confermato le sue attuali doti (sui 60 metri ha tenuto testa alle migliori al mondo) e i punti su cui deve ancora lavorare.
«Ho fatto – ha ricordato a fine gara l’atleta cresciuta alla Corradini Rubiera – metà gara con le favorite alla vittoria, poi purtroppo il serbatoio era un po’ vuoto, per me è stata una stagione lunga, di rinascita, perché sto riscoprendo l’atletica a livello internazionale; quindi, sono felice di aver raggiunto la finale che era il mio primo obiettivo».
Poi però fa capolino la vera Za, quella che non è quasi mai soddisfatta di se stessa, che punta sempre a migliorarsi: «In questi appuntamenti – ha detto – ci si deve presentare affamati e io lo ero, ma bisogna crescere ancora e sicuramente non mi accontento del settimo posto. So benissimo dove devo migliorare: devo lavorare ancora e tanto sulla seconda parte di gara, ma per me questo è stato un anno di crescita e rinascita, mi serviva a ritrovare gli stimoli per questa bellissima disciplina sportiva; raggiungere una finale europea era il mio obiettivo, ora testa e cuore alla staffetta 4x100 dove possiamo toglierci grandi soddisfazioni».
Poi l’atleta delle Fiamme Azzurre sottolinea come l’avvicinamento alla specialità dei cento metri stia proseguendo secondo i piani: «L’attività indoor oltre a darmi belle soddisfazioni sia vincendo l’Italiano sia raggiungendo una semifinale mondiale, mi è servita tantissimo e lo si è visto».
L’ultimo pensiero è per il campione olimpico con cui Za si allena quasi tutti i giorni al Centro Coni dell’Acquacetosa. «Pochi minuti prima della mia finale ho assistito allo straordinario successo di Marcell Jacobs che non è solo un compagno di squadra e un grande amico, ma rappresenta per tutti noi della nazionale sia un esempio da seguire, sia uno stimolo per migliorarci. Gareggiare dopo di lui è stato pazzesco: lui è un punto di ispirazione, per raggiungere grandi risultati ci si ispira a questi grandi campioni, lui è un esempio da seguire sempre».
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