«Vi racconto Federica la Divina ma non chiedetemi cosa farà da grande»
Lunedì 29 agosto alle 20 alla festa del Pd Stefano Arcobelli presenta il suo libro sulla Pellegrini
Reggio Emilia «Chissà, forse tra qualche anno dovrò metter mano di nuovo al libro, per aggiornarlo». Ci scherza sopra, ma nemmeno tanto, Stefano Arcobelli, giornalista della Gazzetta dello Sport che questa sera alla Festa del Pd in corso all’Iren Green Park, al Campovolo presenterà il libro sulla più grande nuotatrice italiana, al secolo Federica Pellegrini. Un libro che è già in ristampa visto il grande successo della prima edizione. E la scelta di Reggio, per presentare questo libro («Vincere, vivere, sorprendere – Lo stile libero di una leggenda Italiana» per i tipi di Diarkos) non è casuale: «A Reggio Emilia – ricorda Arcobelli – la nazionale di nuoto è arrivata per volontà di Giorgio Cimurri. E a Reggio Federica ha conosciuto il suo primo grande allenatore, Alberto Castagnetti. «In effetti – conviene Arcobelli – se pensiamo che Federica ha smesso con le gare un anno fa, viene spontaneo fare il paragone con altri sportivi, anche illustri che già dopo un anno erano caduti nel dimenticatoio.
Del resto – spiega ancora Arcobelli – la storia di Federica è in continua evoluzione, al punto che chi la conosce meglio di chiunque altro, oggi non sarebbe in grado di rispondere alla domanda: cosa farà da grande?».
Invero, almeno sul fronte istituzionale, una cosa sul futuro de “La Divina” la possiamo già preconizzare, se è vero che almeno fino al 2028 resterà componente del Cio in quota atleti.
«E magari – chiosa il giornalista della “rosea” – potrebbe essere questa la strada che intraprenderà in futuro, così come però non escluderei nemmeno altre strade per lei che in questi ultimi anni in cui si stava gradualmente staccando dalle gare ha mostrato di avere mille altre doti. Magari invece deciderà di fare semplicemente la mamma...
E a proposito di mamma, magari sarà ancora una volta «mamma Cinzia a consigliarla per il meglio. Ecco – spiega Arcobelli – dovessi indicare una persona decisiva per Federica, al di là di tutti gli allenatori che ha avuto citerei la sua mamma. Che lei chiamava prima e dopo ogni gara».
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