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Diouf al lavoro a testa bassa

Adriano Arati
Diouf al lavoro a testa bassa

Il centro della Unahotels: «Ho cambiato mentalità. Sono deciso ad avere spazio»

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Reggio Emilia «Non mi pongo obiettivi precisi, voglio solo crescere e guadagnare spazio. E farlo con una nuova mentalità, con un altro approccio».


Fa professione di umiltà e non si sbilancia troppo sul futuro e sulle ambizioni personali Momo Diouf che, a soli 21 anni, è per certi versi un veterano della Pallacanestro Reggiana.
Il ragazzo senegalese cresciuto a Sant’Ilario ha già diverse stagioni in prima squadra alle spalle, quella passata si è chiusa in anticipo per un infortunio, in questo 2022/23 potrà giocarsi le sue opportunità in un organico decisamente rinforzato e allargato. Ma pure chiamato a una doppia competizione molto impegnativa, che richiederà rotazioni ampie anche sotto canestro, dove Diouf dovrà fare fiato, assieme a Reuvers, al centro titolare Hopkins e all’ala forte ancora da ingaggiare.
Il primo match a Castelnovo Monti ha visto il lungo partire in quintetto come centro e rispondere bene alla responsabilità, sia come finalizzatore (5/5 al tiro) sia in difesa, contro rivali combattivi.

Una buona impressione che ora Diouf dovrà replicare a partire dal test odierno, anche per sfruttare al meglio un mese in cui - fra mercato da concludere e campionato Europei - avrà un discreto spazio.


Contento dell’esordio?
«Abbiamo mostrato voglia di far bene e di lottare, in questo periodo abbiamo lavorato tanto e davvero siamo motivati per dare il massimo, c’è una bella atmosfera».


Stasera affronterete una big da Eurolega. Pronto?
«Sarà un bel test, una bella occasione per noi, contro una squadra così forte, anche se solo per un’amichevole è un bel confronto».


Quest’anno il livello si alzerà, fra ambizioni in campionato e una coppa molto più competitiva. È un bene?
«Sicuramente avremo tanti impegni, e tanti impegni di livello, la Serie A è molto forte e la Champions League è una coppa davvero di grande qualità, sarà una grande sfida e una grande motivazione».


A proposito di motivazioni, quali sono gli obiettivi di Momo Diouf per questa annata?
«Voglio crescere, voglio migliorare, voglio cercare di fare bene e di farmi trovare pronto quando mi verrà chiesto. Non penso a cose specifiche».


Non si è dato dei “bersagli” statistici?
«No, assolutamente. Voglio solo fare bene, è un’altra bella occasione per me in una squadra di questo livello. Devo guadagnarmi lo spazio, non pensare ad altro».


Come vive questo periodo? La gara con Cremona ha portato elogi, a 21 anni è in prima squadra. C’è il rischio che la testa voli via?
«Quest’anno ho una nuova mentalità, sono molto determinato a far bene, ho un approccio diverso a quello che magari posso avere avuto nelle stagioni precedenti, sono molto motivato».


Da un punto di vista tecnico, come si vede? Più come centro o come ala forte?
«Credo che mi verrà chiesto principalmente di giocare da centro, ma per me non ci sono problemi, penso di poter essere utile anche da ala grande, avere una doppia dimensione è un aspetto su cui ho sempre cercato di lavorare sin dalle giovanili».


E in cosa deve crescere? L’anno scorso la sua dote migliore era il tiro dalla media. Dove vuol migliorare?
«Prima di tutto nelle letture. Questo per me è l’aspetto più importante, perché riguarda sia la difesa sia l’attacco, in ogni ruolo in cui posso essere schierato. Su questo devo concentrarmi molto, per avere letture di gioco sempre più efficaci».


Con lei in ritiro c’erano diversi ragazzi con cui è cresciuto, come Cipolla e Faye. Una bella soddisfazione?
«Certo. Siamo tutti amici ed è davvero bello ritrovarci insieme anche in prima squadra, ci rende orgogliosi».


Quando ha iniziato con le prime squadre biancorosse, l’avrebbe mai pensato di giocare in serie A?
«No. Adesso spero di poter fare una carriera come giocatore, ma non l’avrei detto, all’epoca, so di avere una grande opportunità».


A proposito di persone cresciute in Pallacanestro Reggiana, aveva già lavorato con Max Menetti?
«No, quando lui è andato via io ero ancora nelle giovanili. L’ho conosciuto ora, è molto motivato e molto attento al gruppo».

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