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Lanini si esalta per la doppietta: «E potevo anche fare più centri»

Luigi Cocconcelli
Lanini si esalta per la doppietta: «E potevo anche fare più centri»

Il match winner nel 2-1 della Reggiana con la Lucchese: «La mentalità è quella giusta»

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Reggio Emilia Ha voluto fortemente il ritorno a Reggio, anche a costo di rimetterci qualcosa dal punto di vista economico, perché si è dato una missione: dare di più, completare l’opera non riuscita il campionato scorso e riportare, in poche parole, la Reggiana in serie B.


Se il buongiorno si vede dal mattino, Eric Lanini è stato di parola. È stato lui il protagonista assoluto della gara d’esordio in campionato contro la Lucchese: meno di dieci minuti per sbloccare il risultato e poi la rete decisiva dal dischetto. L’attaccante torinese dice che, più di averlo sognato un avvio di stagione così, ci ha creduto.


«C’è la consapevolezza dei nostri mezzi, di voler fare bene: ovviamente ci sono automatismi da mettere a posto, intese da trovare, alcuni sono arrivati da pochi giorni, poi faceva caldo, ma direi che è andata bene. Vittoria e prestazione ci sono state, l’atteggiamento giusto anche».


L’unico rammarico, forse, è quello di aver tenuto aperto una partita che poteva e doveva essere chiusa prima, con meno patemi.
«Sì, di fatto io sono uno che vuole sempre tanto, non mi accontento e non sono soddisfatto del tutto. Ho segnato sì due gol ma ho avuto la possibilità di farne anche qualcuno in più: fosse stato per me, mi sarei portato a casa il pallone (di solito lo fa chi segna una tripletta, ndr).


Un giudizio sul nuovo reparto offensivo?
«È ovviamente diverso rispetto a quello del campionato scorso, ma valido. Adesso, con l’arrivo di Montalto, si è aggiunto un attaccante esperto. Abbiamo due giovani con tanta voglia di fare e imparare, possiamo avere a disposizione diverse soluzioni, soprattutto se non dovesse bastare che io, invece di 15 gol, ne segnassi venti. Motivo per cui, a parte che ero del Parma, non mi hanno dato fastidio le voci di una Reggiana che, in estate, era alla ricerca di un bomber».


Il capitano fa sette
È iniziato nel migliore dei modi il settimo anno in maglia granata per Paolo Rozzio. «C’era tanto desiderio – commenta il capitano – di riassaporare l’atmosfera del campionato e la cornice di pubblico e di giocare per i tre punti: è stato bello ed emozionante, come sempre».

Cosa le è piaciuto di più?
«L’atteggiamento mentale, lo spirito, la voglia di stare sul pezzo e vincere la partita, a discapito di una condizione, di automatismi e meccanismi che gioco forza hanno bisogno di tempo per oliarsi alla perfezione».

L’impressione è che in fase difensiva qualcosa sia cambiato...
«In precampionato l’allenatore ci ha chiesto cose nuove, di stare più alti, ma devo dire che se contro la Lucchese praticamente non abbiamo corso rischi è merito anche dei centrocampisti, che hanno dato una grossa mano sulle seconde palle e nel rincorrere gli avversari».

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