Ecco Robertson: «Ho scelto Reggio Emilia e la Unahotels per la Champions League»
Per il canadese ben vengano i doppi impegni: «Che noia giocare solo la domenica...»
Reggio Emilia Per il direttore sportivo Filippo Barozzi il nome della squadra andrebbe scherzosamente mutato da Unahotels in Grandhotels, tali sono i movimenti all’interno del roster biancorosso con diversi giocatori che devono ancora arrivare.
Uno di questi risponde al nome di Kassius Robertson, che nello scacchiere tattico di coach Menetti ricoprirà un ruolo chiave, garantendo punti e minuti. Non è tutto, perché il ventottenne nativo di Toronto (presentato ieri nella sede di Pallacanestro Reggiana) è maturato cestisticamente negli ultimi anni: normale quindi sfruttarlo per le sue doti da “combo”, mix tra play e guardia.
«Da quando è uscito dal college, Kassius ha iniziato una parabola ascendente con diverse tappe – lo ha introdotto il ds – Germania, Fortitudo Bologna e due stagioni in Spagna nella quale ha fatto benissimo sia a livello realizzativo sia sul piano della personalità, trasformandosi da classico tiratore a trattatore di palla. È un ragazzo dalle ottime qualità umane ed un serio professionista, ed anche tecnicamente è un atleta diverso dagli altri che abbiamo perché è in grado di creare vantaggi per sé e per i compagni».
Reduce dall’esperienza estiva nel campionato canadese prima di cimentarsi con la nazionale, Robertson non vede l’ora di mettersi alla prova: «Sono galvanizzato, è stata un’estate lunga e mi aggiungo solo ora- le sue parole- il primo impatto è stato pienamente positivo. Mi sto ancora ambientando ma abito in centro e ho già potuto vedere da fuori il Palabigi, non vedo l’ora di giocarci. Ero presente domenica a Scandiano: sono stati commessi degli errori, ma ho notato grande impegno ed intensità. Mancano ancora diverse pedine ma l’impressione è stata ottima».
EVOLUZIONE
Il nuovo giocatore biancorosso (avrà il numero 0) si sofferma poi sulla sua evoluzione: «Nelle prime stagioni europee ero più un tiratore, ma grazie al mio allenatore in Spagna ho tenuto maggiormente la palla in mano giocando il pick and roll e voglio ancora crescere. Mi è piaciuto molto il confronto che ho avuto con coach Menetti, e partecipare ad una coppa europea ha agevolato la mia firma con Reggio; sono tre anni che gioco solo una volta a settimana e preferisco sinceramente il doppio impegno». Non è sfuggito il tatuaggio che ha sul braccio destro con la scritta Selfmade, fatto da solo. «Non significa che non ci siano persone che non mi abbiano aiutato-puntualizza il diretto interessato- ma spesso sono stato sottovalutato e questo mi ha spinto a lavorare ancora di più per farmi conoscere ed apprezzare».
Abituato al calore del Paladozza nella stagione 2019-2020 poi interrotta dal Covid, Robertson non vede l’ora di ritrovare in via Guasco abbracciando il pubblico reggiano: «In Italia la passione è molto grande, sono consapevole dei due anni lontano da Reggio e mi auguro di percepire tanto affetto quando comincerà la stagione».
MERCATO
Il ds Barozzi ha fatto un bilancio sul mercato chiuso grazie alla firma di Funderbunk: «Siamo soddisfatti, abbiamo costruito una squadra profonda in grado di competere sia in campionato che in Champions League. Rispetto al passato abbiamo un team dalla grande taglia fisica; ci sono tanti elementi versatili in grado di occupare più posizioni, con un mix tra giovani e veterani. La strada è lunga e ci vorrà pazienza – ha chiuso – ma le premesse sono buone».
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