Gazzetta di Reggio

Sport

Calcio Serie C

Domina in mezzo, strega i tifosi: Nardi si è presentato alla grande

Nicolò Valli
Domina in mezzo, strega i tifosi: Nardi si è presentato alla grande

Il nuovo acquisto ha le idee molto chiare: «La Reggiana deve dominare»

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Timido e riservato fuori dal campo, ma con le idee molto chiare e con un dinamismo e una personalità sul rettangolo verde che hanno subito incantato tutti.
Sono passati solo 90’ dall’inizio del campionato, ma Filippo Nardi sembra già una pedina fondamentale nello scacchiere granata.


Del resto, il ventiquattrenne trevigiano viene da due stagioni consecutive in B tra Como e Cremonese, e la cadetteria l’ha assaggiata anche con la maglia del Novara nella stagione 2018-2019.

Dopo la prova interna (suo l’assist per Rosafio nell’episodio che ha portato al penalty) normale pensare che Diana lo possa riproporre dal 1’ anche domenica a Siena, sfida che la squadra ha già cominciato a mettere nel mirino.

«Il mister – spiega – ci ha detto che il Siena è una squadra fastidiosa e dunque ci stiamo preparando bene» afferma lo stesso centrocampista.

Nardi, in questi casi si dice buona la prima. Soddisfatto della vittoria contro la Lucchese?
«L’importante era vincere per iniziare nel migliore dei modi. La prestazione è stata buona, dobbiamo crescere sotto diversi aspetti ma c’è tutto il tempo per lavorarci. È stato bello esordire davanti a tutta questa gente, avevo già giocato al Giglio nella semifinale playoff 2020 ma lo stadio era chiuso al pubblico».

Sembra una Reggiana meno votata all’estetica ma più concreta. È effettivamente così?
«Sì. Vogliamo sviluppare un calcio propositivo ma l’idea che abbiamo sul possesso palla è che non sia sterile ma votato invece ad un attacco diretto alla linea difensiva».

Quali sono le sue caratteristiche principali?
«Recuperare palloni è una delle cose che faccio meglio; mi piace il tiro da lontano anche se devo ancora provarlo. Non mi sento di garantire un numero di reti, ma qualcuna spero di farne. Il mio ruolo? Mi ispiro a Pirlo, ma siamo molto differenti; mi trovo infatti più a mio agio come mezzala in un centrocampo a 3 anche se a Como ho giocato anche a 2 in mezzo».

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della Reggiana?
«La società ha un ottimo progetto, tutti mi hanno parlato bene del club e dell’ambiente e così sono arrivato dove avevo più certezze. Spero di giocare più partite possibili perché c’è un percorso da fare insieme al club per ritornare in serie B».

Nonostante sia giovane, lei ha esperienza anche del campionato cadetto. Dal suo punto di vista ci sono molte differenze tra la serie B e la serie C?
«Ho giocato per due anni in C a Novara: tutte le partite sono strane perché puoi vincere e perdere contro chiunque, bisogna essere bravi a pensare partita per partita studiando l’avversario. La serie B è un campionato molto più tecnico e con giocatori di qualità in grado di determinare da soli le partite».

Si trova a suo agio con le idee tattiche di mister Diana?
«Il rapporto è buono anche se sono qua da poco. L’idea è quella di giocare alti conquistando palla e ripartendo con grande rapidità».

In questo modo si rischiano però episodi come quello capitato a Turk, non trova?
«Al giorno d’oggi il portiere può essere un libero aggiunto perché ti permette di chiudere tante linee di passaggio. È chiaro che un avversario che conosce questo tuo modo di giocare può approfittarne e qualche rischio c’è. Ma poi occorre anche calciare la palla in porta e non viene sempre come si vorrebbe..».

Un giudizio sulle sue ultime ex squadre. La Cremonese di Alvini si salverà? Il Como con Fabregas salirà?
«La Cremonese gioca un calcio fatto di duelli uomo contro uomo come Alvini sviluppava anche a Reggio. In serie A il livello è altissimo, spero possa salvarsi. Il Como è partito male ma ha una rosa molto importante».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google