«Tanta Reggio Emilia in questa Italia»
Federico Fucà, vice di Menetti, fa parte dello staff tecnico azzurro: «Grazie a Melli, Polonara e Fontecchio stiamo vivendo un sogno»
Reggio Emilia «Un’emozione unica, indescrivibile» regalata da un gruppo in «cui c’è tanta Pallacanestro Reggiana».
Sta vivendo ore irripetibili di soddisfazione e carica Federico Fucà, il viceallenatore della Unahotels chiamato dal Ct Pozzecco a far parte dello staff tecnico della Nazionale italiana impegnata agli Europei 2022.
Una squadra che domenica a Berlino ha regalato un’impresa vera ai tifosi, superando 94-86 la Serbia del fenomenale Jokic (miglior giocatore delle ultime due stagioni Nba) agli ottavi di finale.
A guidare la rimonta, una gara perfetta del reggianissimo Nicolò Melli, autore di 21 punti e di difese commoventi su Jokic.
Fucà, cosa si prova dopo un giorno simile?
«Prendere sonno non è stato facile, ma va bene così. È un’emozione davvero unica, che si spera di poter vivere per tutta una vita».
In una ripresa perfetta, Melli ha brillato più di tutti, pensando anche alla difesa. È d’accordo?
«Mi permetto di dire che in questa squadra e in questa prestazione c’è molta Pallacanestro Reggiana. Polonara qui è cresciuto tanto, Fontecchio qui ha giocato la sua prima vera annata ad alto livello, Melli nella società ci è cresciuto, se andiamo a guardare il suo primo mentore, è Andrea Menozzi. La conferma, un’altra, della bontà degli investimenti sul settore giovanile reggiano».
Ne manca uno, Federico Fucà.
«Non voglio autocitarmi, posso dire però che se sono qui a Berlino è interamente merito di Pallacanestro Reggiana».
L’espulsione di Pozzecco ha lasciato la squadra in mano allo staff. Come l’avete vissuta?
«Pozzecco è un allenatore che condivide le scelte e che coinvolge il gruppo tecnico, non è cambiato poi molto perché già spesso ci confrontiamo. Edoardo Casalone, ma il confronto e il dialogo erano continui».
Come avete preparato la gara? Pensando a Jokic o ad arginare gli altri?
«Noi abbiamo preparato la nostra partita, come sempre. Ed è vero, Jokic non si può fermare, ma più ancora che in attacco l’abbiamo vinta difendendo».
Quando avete allungato, ha pensato di avercela fatta? O ha avuto dei momenti di timore, come quando Melli è uscito per falli?
«L’unica occasione in cui ho avuto davvero paura è stato quando Jokic ha fatto la giocata da 4 punti, tirando da metà campo dopo aver subito fallo e trovando il canestro. Lì mancavano ancora alcuni minuti e ho pensato che avremmo potuto rischiare. Dopo, sono sempre rimasto in fiducia».
Passata la Serbia, mercoledì giocate con la Francia. Cambia tutto?
«Sì, saranno due partite completamente diverse fra loro. La Francia ha l’atletismo, i centimetri, la forza fisica, nessuna squadra del torneo è alla pari da quel punto di vista».
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