«Non ci tiriamo mai indietro»
L’esterno Michele Vitali soddisfatto dello spirito della Unahotels: «Il club è ambizioso e lo siamo anche noi, un passo dopo l’altro stiamo crescendo»
Reggio Emilia Una conoscenza in divenire, destinata a migliorare giorno dopo giorno. Michele Vitali non è preoccupato del lavoro di inserimento a tappe che la Unahotels è stata costretta ad affrontare nella preparazione, una fase segnata dall’arrivo progressivo di diversi atleti.
«Le sensazioni personali sono molto positive, questo periodo è andato bene, ovviamente è ancora presto e c’è ancora molto da fare» spiega.
È un periodo intenso?
«Non ci stiamo tirando indietro, questo è un lavoro che pagherà, darà frutti più avanti, stiamo mettendo benzina nelle gambe e stiamo imparando a conoscerci».
Ecco, la conoscenza. Diversi atleti sono appena arrivati. È un problema?
«No, ci voleva solo un poco di pazienza. Tanti giocatori per forza di cose non c’erano, ora pian piano stiamo imparando a conoscerci meglio e sono arrivati quasi tutti, gli infortuni stanno recuperando. Il bello della prestagione è questo: serve a condividere il campo, a vedersi, a capirsi. Nelle prime settimane mancavano tante persone, ma ci voleva solo un poco di pazienza, adesso va sempre meglio».
E siete una squadra giustamente ambiziosa, no?
«La società ha mostrato subito questa ambizione, in cui io mi sono ritrovato alla grande sin dal principio. Ci sono ambizioni reciproche, ora spetta a noi cercare di fare del nostro meglio, un passo avanti alla volta, coi piedi per terra, partendo dalle piccole cose del precampionato».
Anche perché non manca poi molto a ottobre, giusto?
«Esatto, dobbiamo accelerare la conoscenza reciproca, fra tre settimane iniziano le partite ufficiali, sono convinto sarà una stagione soddisfacente per tutti».
Segnata da una coppa di livello. La conosce già?
«Ho disputato la Basketball Champions League con Bamberg e con Sassari, è sicuramente una coppa molto tosta, noi dovremo essere bravi nel recuperare energie quando ci saranno gare ravvicinate, concentrandoci sull’alimentazione, sul riposo, su tutti i dettagli che ti aiutano a farti trovare pronto».
La formula, poi, lascia poco margine?
«Il girone è corto e non si possono fare passi falsi, è una formula nuova anche per me, quando l’ho disputata era leggermente diversa, passavano solo le prime due del gironcino, l’importante è cercare di essere sempre pronti mentalmente e fisicamente, e non perdere nessuna occasione per provare ad andare avanti».
A proposito di energie, siete una squadra molto profonda. Un bene? O può diventare un problema di gestione?
«Non credo proprio sarà un problema, il dispendio di energia è alto e, per come ho conosciuto staff e compagni, ho visto solamente persone disponibili, con tanta voglia di lavorare e di condividere.
Fuori dal campo come procede?
«L’ambientamento è stato molto semplice, sia per vicinanza e famigliarità, sia, soprattutto, grazie alle persone che ho trovato qui, una più disponibile dell’altra. I compagni di squadra, alcuni già li conoscevo, altri no. Ho conosciuto il club e la presidenza, e tutti sono stati davvero accoglienti».
L’Italia ha eliminato la Serbia, come fatto nel 2021 quando giocava anche lei. Ha seguito le gare?
«Sono stati fantastici, meravigliosi. La squadra ha fatto una grande impresa, conosco tutti i ragazzi, ho giocato con loro. Quest’anno ho avuto un piccolo problema che mi ha fatto uscire prima dalla squadra, ora sono il loro primo tifoso».
Un pronostico per la gara di oggi con la Francia ai quarti?
«I francesi sono tostissimi ma hanno dimostrato che possono giocarsela con tutti».
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