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La rivincita di Diana: «Siamo una squadra e lo saremo sempre»

Nicolò Valli
La rivincita di Diana: «Siamo una squadra e lo saremo sempre»

La gioia per la vittoria e l’amarezza per le critiche alla Reggiana

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Reggio Emilia Comincia col togliersi un sassolino dalla scarpa Aimo Diana, per qualche critica di troppo arrivata dopo il ko di Siena. «La cosa primaria dopo una sconfitta è ricercare qualcosa dentro di noi – commenta il mister – bisogna ascoltare poco le voci esterne ma non mi piace quando si dice che non siamo una squadra. Possiamo sbagliare o essere scadenti ma dall’ 11 luglio ci stiamo allenando per essere uniti e giocare appunto da squadra. Anche a Siena siamo stati squadra finché abbiamo potuto».

Il poker al Montevarchi è la medicina migliore per ritrovare il sorriso e rimettere serenità nell’ambiente: «Non siamo partiti benissimo giocando un po' a basso ritmo, ma un paio di contrasti vinti da Rozzio e Rossi hanno scosso tutti i compagni. Abbiamo poi fatto bene anche se ci sono comunque cose su cui lavorare. Per mezz’ora i nostri avversari hanno retto bene l’urto così abbiamo modificato qualcosa dal punto di vista tattico; non è mai semplice cambiare, anche domenica ho sbagliato mettendomi a 4 in difesa nel tentativo di recuperare ma ancora non abbiamo meccanismi oliati». Per quanto riguarda l’undici iniziale si sono visti alcuni volti nuovi, complici anche le indisponibilità di Rosafio e Guiebre: «Spero di recuperarli – ribatte Diana– è stata però l’occasione per vedere in campo anche altri giocatori. È importante dare a tutti minutaggio, Kabashi ha avuto un problemino e non l’ho voluto rischiare mentre il giovane Orsi si è goduto questa possibilità. Nicoletti? A caldo difficile stabilire l’entità del suo problema».


Rispetto all’anno scorso è una Reggiana diversa. «Gestiamo meno la palla ed abbiamo caratteristiche diverse strappando di più e buttandoci maggiormente dentro l’area. Fa parte anche della mia crescita giocare in modo diverso; dobbiamo pensare a mettere le decine davanti alla nostra classifica, sapendo che dovremo arrivare almeno a 70 punti”. Aimo si gode le reti degli attaccanti ed aspetta Montalto, poi chiude dispensando consigli al suo pupillo Guglielmotti finalmente in rete. «Deve imparare che non può sempre strappare, ormai lo conoscono.

All’intervallo gli ho detto di concentrarsi sulla fase difensiva e che gli spazi si sarebbero aperti e così è stato. Lo dico sempre a Lanini- chiude il mister- se non fa gol deve comunque essere utile».

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