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Fratelli in casa, rivali in campo

Nicolò Rinaldi
Fratelli in casa, rivali in campo

Primo derby da avversari per Elia e Riccardo Bottazzi e in tribuna c’erano le nonne

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Scandiano Sabato scorso il girone B di Promozione si è aperto con Casalgrande-Scandianese: un confronto che continua a tenere banco, anche per la simpatica sfida nella sfida che lo ha contraddistinto. I fratelli Bottazzi si sono trovati a duellare sul terreno del Gottardi Stadium, peraltro tutti e due con il numero 10: il classe '97 Elia nelle fila dei padroni di casa, il 20enne Riccardo tra i portacolori boiardeschi.


In tribuna non poteva mancare papà Mauro, vice presidente dello Sporting Chiozza e figura di spicco all'interno del calcio scandianese. «Durante il derby, i miei figli hanno potuto contare su due spettatrici molto speciali – spiega Mauro Bottazzi -– Si tratta delle loro nonne Vanda Barbieri e Agostina Fiaccadori, che in precedenza erano sempre rimaste lontane dal calcio».

E' stato lei a invitarle?
«No, perché l'idea di assistere all'incontro è partita proprio da loro due».

Le signore si sono divertite?
«Certo che sì: entrambe hanno fatto il tifo sia per Elia sia per Riccardo, e dunque si sono dette soddisfatte anche del 2-2 finale. Ora le nonne hanno annunciato di voler continuare a seguire i nipoti, in occasione di altre partite: stiamo parlando di due ultraottantenni molto grintose, e quindi penso proprio che sarà davvero così».

Può tracciare un ritratto calcistico dei suoi figli?
«Elia ha la peculiarità di essere un centrocampista duttile, di stampo offensivo: abile nella verticalizzazione, così come nel gioco in profondità. Riccardo è invece un centrocampista con altre caratteristiche di pregio: lui è un esteta del calcio, che fa grande affidamento sulle sue pregevoli doti di rifinitura».


Quali orizzonti prevede per Scandianese e Casalgrande?
«L'organico guidato da mister Baroni ha una struttura convincente: c'è tutto quel che serve per vivere una stagione tranquilla, con una navigazione stabile nella parte sinistra della classifica. Quanto al Casalgrande, nella squadra di Bardelli ho visto un entusiasmo straordinario: è la base migliore per salire in Eccellenza entro 2-3 anni, come la società vorrebbe».

In ottica futura, la fusione tra Sporting Chiozza e Scandianese è una possibilità concreta?
«Noi dello Sporting siamo affiliati al club rossoblù, e ci occupiamo dell'attività giovanile. La fusione rappresenta senza dubbio l'obiettivo comune a cui puntiamo: un traguardo che potremo centrare dopo aver affrontato i necessari passaggi organizzativi e burocratici».

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