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Gregucci e il cuore a metà «Reggiana in B e grigi salvi»

Luigi Cocconcelli
Gregucci e il cuore a metà «Reggiana in B e grigi salvi»

Il doppio ex gioca in anticipo il match di lunedì 19 settembre con l’Alessandria «Ciò che è successo ai granata l’anno scorso ha davvero dell’incredibile»

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Reggio Emilia Alessandria e Reggiana nel destino di Angelo Gregucci. Con i grigi piemontesi ha, di fatto, iniziato la carriera da calciatore, disputato ben 114 partite prima di spiccare il volo per la Lazio, dell’Alessandria è stato anche allenatore portando per la prima ed unica volta una squadra di C in semifinale di coppa Italia. Anzi, quella grigia è stata anche la sua ultima partita, dopo l’esonero nel gennaio 2021 con la formazione al quarto posto in classifica. Opposto il cammino alla Reggiana, qua ha chiuso, causa anche un brutto infortunio, frattura del perone con interessamento della caviglia, la carriera di calciatore, con all’attivo 64 presenze e due goal tra A e B, ed iniziato, da vice di Speggiorin quella di allenatore. Ovvio che le 2 squadre siamo rimaste nel suo cuore.

«Ad Alessandria- dice – mi hanno svezzato, sono arrivato che avevo 16 anni, è stata una parentesi assai formativa per arrivare nel mondo dei grandi, che allora erano grandissimi, tanto per fare un esempio ho potuto giocare contro gente come Maradona e Zico, a Reggio ero ormai nella fase finale, ma ho avuto la fortuna di conoscere gente che per me non è stata importante, ma fondamentale: dai miei compagni di squadra, ad Ancelotti e Lucescu. Quanto mai ti capita di essere allenato da due che non solo sono tra i tecnici migliori al mondo, ma anche due persone umanamente squisite?».

Scontato, quindi, che lunedì sera se non di persona al Moccagatta si metterà davanti al televisore per assistere alla partita.

Partita che vede, a dispetto del blasone, le squadre in differenti momenti. Non è così?

«Le progettualità – osserva al proposito Gregucci – sono differenti, la Reggiana punta ad essere protagonista, è più rodata, esperta, viene da un torneo chiuso a 86 punti e non è mai successo che chi li abbia fatti non sia salito, ha un allenatore con una precisa idea di calcio, una società sana, forte che pensa anche alle strutture, al potenziamento del settore giovanile come era ai miei tempi, l’Alessandria dopo la retrocessione ha puntato sui giovani, mi dicono che sia pure partita in ritardo perché la proprietà voleva passare la mano e questo si sconta».

Il pericolo per la Reggiana può essere quello di sottovalutare un avversario ancora a zero punti?

«Nel calcio non puoi mai dare nulla per scontato, l’eventuale superiorità tecnica, tattica, fisica va dimostrata sul campo, ma per quello che conosco di Diana e dei giocatori granata mi sentirei di escluderlo».

Se la sente di azzardare un pronostico?

«No, fare pronostici è banale, mi auguro che sia una bella partita, divertente per il pubblico, il cuore dice Reggiana promossa ed Alessandria salva, senza passare dai playout, che mi paiono poi le vere aspettative per questa annata».

Alle ultime amministrative per eleggere il sindaco di Roma l’abbiamo vista candidarsi con il centrodestra. La sua esperienza politica continuerà anche non è stato eletto?

«No. È finita, l’ho detto subito, mi sono presentato per fare un favore ad un carissimo amico, Michetti, ma non avrà un seguito».

Ed adesso, allora, che fa?

«Vado in giro, cerco di tenermi aggiornato, per quarant’anni il calcio è stato il mio mondo, il mio lavoro e tale resta, come tanti sono in attesa di una chiamata».




 

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