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Padovano non ha dubbi: «Guglielmotti il top player»

Wainer Magnani
Padovano non ha dubbi: «Guglielmotti il top player»

L’ex bomber granata è tiepido con gli attaccanti di Aimo Diana ma si sbilancia sul laterale: «È di una categoria superiore»

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Reggio Emilia Michele Padovano era il grande doppio ex di Reggiana e Alessandria. I tifosi reggiani ricordano bene la storica salvezza in serie A dei granata nella stagione 93/94 grazie ai suoi gol: 10 reti in 29 partite.

Il suo ritorno alla Reggiana nel gennaio della stagione successiva con 7 gol in 19 partite gli consentì, seppur retrocesso in serie B, di approdare alla Juventus di Marcello Lippi per 7 miliardi di lire. Nelle successive due stagioni vinse con i bianconeri uno scudetto, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Uefa e due Supercoppe di Lega.

Dopo un'esperienza al Crystal Palace, nel 2001 diede l'addio al calcio e iniziò la carriera di dirigente. La sua prima esperienza nel 2002 fu proprio con la Reggiana riuscendo a conquistare la salvezza. Dopo un'esperienza al Toro, nel 2006 venne ingaggiato dall'Alessandria come direttore sportivo.

«Nel corso della mia carriera – spiega Michele Padovano – ho indossato maglie prestigiose e vinto tanto ma ciò che mi ha dato Reggio Emilia e la Reggiana è qualcosa di speciale. Per questo è una città e una squadra che porto sempre nel cuore».

Da grande bomber qual è stato, è scontato che abbia un occhio particolare per gli attaccanti. «Eric Lanini lo conosco bene – rimarca – e proprio per questo da lui mi aspetto molto. È un attaccante importante per questa categoria ma ad Alessandria non ha brillato, l'ho visto sottotono. Non lo critico per un pizzico di egoismo perché significa che ha carattere e si prende la responsabilità di andare al tiro. Non è stata la sua miglior prestazione ma sono certo che farà le fortune della Reggiana. Jacopo Pellegrini ha giocato poco ma ha dimostrato di avere delle buone qualità e il fiuto del gol. E credetemi che per un attaccante è l'unica cosa che conta realmente».

Al di là dei giudizi su coloro che stanno facendo quello che era il “lavoro” di Michele Padovano, ovvero gli attaccanti, l’ex di Reggiana e Juventus, dopo la partita del Moccagatta, se ne va con un nome su tutti scritto sul suo ipotetico taccuino. E non è quello di un attaccante.

Padovano è rimasto colpito da Davide Guglielmotti: «Ha una marcia in più – dice – Penso che in questa categoria non c'entri nulla, è un super e può fare la differenza, ha uno strappo importante».

Sulla prestazione in generale della Reggiana è abbastanza tiepido.

«I granata hanno fatto quello che dovevano: vincere. Certo, queste sono partite che devi mettere in cassaforte nella prima parte del match per evitare sorprese. Devi cercare di fare in modo che l'avversario non possa rialzare la testa. La Reggiana ha lasciato in vita i grigi e nella ripresa hanno un po' sofferto la gestione della partita. L'Alessandria è una squadra giovane, assemblata in fretta e farà fatica a salvarsi. Siamo alla quarta giornata e la Reggiana è una squadra rinnovata, per cui faccio fatica a raffrontarla con la squadra che ho visto lo scorso anno. Ci sarà bisogno di più tempo e anche del recupero di Cigarini, però ha buone individualità. Guiebre è un altro buon giocatore, ma è ancora un “diamante grezzo”, soprattutto tatticamente, e spetterà a Diana farlo crescere. Resta l'impressione di una Reggiana forte anche se non sarà facile ripetersi sui livelli dello scorso anno. Nella passata stagione ha giocato un calcio molto spettacolare, però alla fine conta vincere il campionato. In ogni caso adesso non si può giudicare perché manca anche di condizione, però si vede che è un gruppo che ha personalità e tecnica individuale».

Michele Padovano è rimasto un beniamino dei tifosi granata e si è fatto un nodo al fazzoletto: «Mi sono ripromesso con alcuni amici di tornare a vedere la Reggiana al Giglio. Una promessa che cercherò di mantenere perché Reggio Emilia è sempre casa mia».




 

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