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«Ecco come la Reggiana può battere l’Ancona»

Luigi Cocconcelli
«Ecco come la Reggiana può battere l’Ancona»

Malotti (Montevarchi): «Attenti: il 5-0 può lasciare scorie»

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Reggio Emilia Reggiana 3 su 3 vinte a domicilio, cammino zoppicante in trasferta. Ancona mai sconfitto in trasferta, dove, per la verità, ha giocato solo 2 partite, pareggiandone una e vincendo l’altra, mentre al Dorico ne ha già perse 2. Cammino opposto, come dicono i numeri, per due che al pari di tante altre big, o presunte tali, hanno cominciato il campionato a ritmo un poco lento e lontano dalle aspettative e dai pronostici.

Roberto Malotti, allenatore del Montevarchi, ancora in convalescenza dopo il malore che lo ha obbligato ad un ricovero ospedaliero ed a un mesetto di forzato riposo, ma che ieri pomeriggio ha fatto ritorno allo stadio per assistere dal vivo al match di coppa Italia, ha la sua spiegazione.

«Questo – osserva – è un campionato livellato, dove chiunque può vincere o perdere con chiunque, poi dipende da come hai impostato il lavoro, non conosco il Cesena, ma so che anche un anno fa l’ Entella è partito lento e poi uscito alla distanza, tra la squadra del girone d’andata e quella del ritorno era tutto un’altra cosa, comunque mi lasci dire che di una cosa sono certo…».

Quale?

«Che alla fine Reggiana, Entella e Cesena saranno protagoniste, poi è un torneo bastardo, in cui vince una sola e le altre debbono ricominciare dai playoff».

Malotti ha visto, contro il suo Montevarchi, sia pure da distanza all’opera Reggiana ed Ancona. Due partite con esiti differenti, quaterna rimediata al città del Tricolore e vittoria domenica scorsa nelle Marche.

Qual è l’impressione che ne ha tratto?

«Giocano in maniera diversa, hanno principi non collimanti, la Reggiana ha maggior qualità, ne ha consapevolezza e si affida alle individualità, l’ Ancona ha concetti che mi piacciono, propone un calcio offensivo, sulla falsariga del campionato scorso».

Con voi, però, alla fine, l’Ancona ha perso…

«Sì, ma mi è piaciuto, Colavitto attua un calcio d’attacco, con esterni alti, poi è vero che domenica ha sofferto in fase difensiva le nostre ripartenze».

L’ Ancona ha ambiato molto rispetto al torneo scorso?

«Sì, specie in avanti, ha rifatto il tridente, ora con Spagnoli ha un centravanti più fisico, ma l’allenatore è rimasto e con lui la sua fisionomia, la filosofia di gioco è la stessa».

Per la Reggiana sarà una partita da interpretare più sul piano tattico- tecnico o psicologico dopo la scoppola , l’umiliazione per usare le parole di Goretti, di Fiorenzuola?

«A parte la battuta di Boskov che è meglio perdere una volta 5-0 che 5 volte per 1-0 – chiosa l’allenatore del Montevarchi – una disfatta del genere mentalmente rischia di lasciare conseguenze, specie all’avvio, ma il calcio, come la vita, è fatto anche di batoste, la Reggiana ha un allenatore bravo, che conosce il calcio e la categoria, giocatori esperti, non sarà facile ma bisogna resettare e ripartire».

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