Diana afferra i 3 punti e difende i suoi: «Siamo stati bravi»
L’allenatore: «I fischi non sono mai piacevoli»
Reggio Emilia «Prendiamo i tre punti? Certo, ci prendiamo i tre punti. Ci piacciono, perché vincere non è mai facile e noi l’abbiamo fatto e siamo stati bravi».
«Se mi è mai capitato di vincere una partita senza mai tirare in porta? Mi è capitato di perderle. Pazienza. È una cosa nuova per noi e l’abbiamo sfruttata, siamo stati bravi». Due risposte secche da parte di Aimo Diana, quasi infastidito per la sottolineatura da parte della stampa di una vittoria probabilmente immeritata. Due risposte asciutte con il medesimo finale “siamo stati bravi”, a difesa totale della sua squadra. Il tecnico bresciano, tuttavia, qualche spiegazione in più la dà: «Quello che interessava era cercare di vincere una partita – prosegue Diana – perché noi dobbiamo confrontarci con una classifica che parla. Il resto, se giochiamo bene o male, è fuffa. Questa partita sicuramente non l’abbiamo giocata bene, è inutile nasconderlo. Abbiamo giocato impauriti? Credo sia legittimo. Abbiamo fatto dei cambi? Certo, questa squadra ha tante opzioni dalla panchina. I cambi sono entrati bene in campo? Senz’altro. Potevamo fare di più? Tantissimo di più. Ma potevamo anche fare di meno. Io credo che guardando la classifica non si possa che peggiorare – spiega l’allenatore granata – perché ora siamo con le prime e non possiamo che scendere». La classifica come unico strumento di soddisfazione? Mister Diana precisa ulteriormente, anche davanti ad alcune critiche pesanti arrivate dalla tribuna e ai fischi dell’intervallo: «Non ci facciamo forti della posizione in classifica, però sappiamo che dobbiamo sollevarci da soli. Ci fa bene, è un esercizio per il gruppo e già questa settimana l’abbiamo fatto. L’animo umano dice che nelle difficoltà, davanti 5 mila persone, questa nostra volontà di risollevarci viene fuori».
«Capisco che non c’è la massima contentezza anche se siamo tra le prime del girone – prosegue Diana – uscire tra i fischi all’intervallo non è stato piacevolissimo, ma mi fermo qua nelle valutazioni. I cambi? Guglielmotti è andato in grande difficoltà su quella fascia e stavolta l’ho sostituito subito. Anche per dare un segnale ai giocatori, che non possiamo aspettarli, sebbene non sia il caso di Davide che è il simbolo della generosità. Si è arrabbiato per il cambio, ma un minuto dopo era in piedi con la felpa a incitare i ragazzi in campo. Lanini? Lo vedevo fuori dal gioco e avevo bisogno di gente che mettesse gamba. Montalto invece si stava impegnando molto. Pellegrini lo vedo sempre meglio negli allenamenti. In conclusione credo la voglia di vincere credo si sia vista e che la squadra abbia risposto. Mi dicevano che giocavo bene e non vincevo i campionati. Ora cerchiamo di rimanere più attaccati possibile al treno di testa».
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