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«L’atmosfera del pala è incredibile»

«L’atmosfera del pala è incredibile»

Il rientrante Osvaldas Olisevicius acclamato a lungo dai tifosi reggiani: «Ero quasi spaventato dal rumore»

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Reggio Emilia Top scorer biancorosso con 15 punti in 15’, con l’aggiunta di 5 rimbalzi. La sua presenza è stata in dubbio sino all’ultimo, ma quando il coach Menetti lo ha fatto alzare dalla panchina per dare la scossa emotiva rispetto a una Tortona in controllo del match il pubblico del Bigi lo ha acclamato facendogli sentire tutto il proprio affetto.

Osvaldas Olisevicius è tornato ed è subito risultato un fattore.

Unico neo, il tiro del pareggio mancato a meno di un minuto dalla fine che ha di fatto consentito a Tortona di espugnare via Guasco.

«È stata una partita tosta in cui abbiamo pagato inizialmente l’emozione del ritorno a casa- commenta - poi siamo tornati a contatto grazie alla difesa ma nel finale ci sono mancati un paio di canestri per mettere la freccia. Era sette mesi che aspettavo di mettere piede in campo, sono chiaramente contento ma da un punto di vista personale sono rammaricato per l’ultimo tiro. Questo è il basket e lo dobbiamo accettare».

Assente da marzo, il lituano è parso comunque in una buona condizione fisica anche se, come normale, l’agilità non è quella dei giorni migliori. Sotto questo punto di vista la sfida di Champions League con l’Aek di mercoledì consentirà al ventinovenne di Vilnius di mettere sempre più minuti nelle gambe, a maggior ragione dopo l’infortunio occorso a Michele Vitali.

«Sapevo che avrei giocato, ne ho parlato col coach in mattinata e gli ho dato la mia disponibilità. Devo lavorare per guadagnare la forma migliore, mi sento ancora un po’ robotico ma è comprensibile dopo questo lungo tempo fermo».

Dopo un’annata in esilio all’Unipol Arena, Osi ha potuto toccare con mano l’effetto Bigi e ne è rimasto piacevolmente sorpreso: «È stata un’atmosfera incredibile, voglio ringraziare tutti per l’affetto e non posso che spendere belle parole per i nostri tifosi. Quando siamo usciti dal tunnel per l’ingresso in campo ero quasi spaventato da questo rumore e da questo ambiente che non avevo mai visto».

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