Sfogo del mister Diana: «Giocatori bistrattati. Hanno cuore e anima»
Il tecnico: «Troppi pregiudizi su questo gruppo»
Gubbio (Pg) Una vittoria di gruppo ed uno spirito di squadra che supera le oggettive difficoltà.
È questo il pensiero che emerge dallo spogliatoio granata al termine dell’exploit esterno al “Barbetti”, a cominciare dal tecnico Aimo Diana che ha iniziato la partita dando fiducia ad interpreti come Libutti, D’Angelo e Pellegrini e rinunciando a due atleti del calibro di Nardi e Lanini.
Facile leggere l’undici iniziale anche in chiave turno infrasettimanale con il Cesena, ma allo stesso tempo la formazione scelta è anche un messaggio chiaro: questa capolista non conosce titolari e riserve.
«È un’affermazione importante perché vale tre punti contro una squadra di livello con giocatori piccoli e rapidi che ci mettono solitamente in difficoltà a livello di caratteristiche - dichiara - È al tempo stesso un successo che ci permette di dare continuità a quello con l’Ancona facendo un ulteriore scalino nel nostro cammino. Le scelte iniziali? Ci sono sempre dei dubbi, noi vediamo i giocatori in settimana ma questa è una Reggiana che si sta abituando a ruotare perché ho quasi 25 giocatori dello stesso livello. Devono farsi trovare pronti e dipende molto dai momenti, poi a volte ci si prende e a volte si commettono errori».
Diana apprezza l’atteggiamento messo in campo dai suoi poi, come spesso gli sta capitando in questo inizio di stagione, ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa: «Avevo chiesto spirito di sacrificio e anche a Gubbio l’abbiamo mostrato-continua il tecnico - paradossalmente l’espulsione di Kabashi ci ha dato l’opportunità di unirci ancora di più, e anche da un punto di vista tecnico è più facile difendersi in 10 quando sei in vantaggio. Abbiamo giocatori che sono stati spesso bistrattati ma hanno un cuore ed un’anima; se si vuole ricordare solo le poche sconfitte in questi due anni e non quello che di buono è stato fatto è una questione di pregiudizi. Noi dello staff tecnico dobbiamo essere bravi a cambiare qualcosa, se serve, per il bene della squadra».
È un Diana più concreto e che sembra aver smarrito il sorriso dei giorni migliori. Non lo dice apertamente ma qualche critica non gli è probabilmente andata giù anche se, come del resto vuole la società, lavora unicamente per l’obiettivo serie B senza pensare a fronzoli.
«Avevo bisogno di mettere dentro dei giocatori che avevamo visto poco sino a questo momento: qualche rischio c’è perché li voglio inserire in test di alto livello, anche perché devo dare la consapevolezza ai ragazzi che sono tutti utili e non esiste paura. Nonostante l’ottima classifica c’è comunque ancora tanto da migliorare a partire dal gioco. Non godiamo ancora il giudizio dall’esterno - chiude il tecnico granata- ma dobbiamo pensare a noi stessi».
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