«Restando unita e compatta la Unahotels farà esultare il Bigi»
Il ds Barozzi analizza il periodo negativo: «Emersi limiti di chimica e identità ma nelle prime gare a Treviso e Bonn abbiamo dimostrato di poter far bene»
Reggio Emilia Il momento non è dei migliori.
Dopo l’avvio al fulmicotone, coi due successi in trasferta a Treviso e Bonn, la frenata è arrivata. Dolorosa.
Non si nasconde il ds della Pallacanestro Reggiana Filippo Barozzi impegnato - avverte - come il resto dello staff a trovare la via d’uscita dal momentaccio della Unahotels e trionfare già sabato sera nell’anticipo in via Guasco con l’Openjobmetis Varese.
«La partenza, e mi riferisco alle prime due partite, sono state quasi inaspettate - premette il direttore sportivo biancorosso -. A Treviso e Bonn abbiamo vinto e convinto poi sono arrivati otto giorni da dimenticare. Abbiamo perso fiducia e sono emersi limiti di chimica e identità che sapevamo di avere per il poco tempo che avevamo avuto per lavorare insieme, e gli ingranaggi si sono bloccati».
Cosa vi siete detti dopo il terzo ko di fila, quello di domenica sera a Napoli?
«C’è stato un lungo confronto con lo staff nella notte dopo la sconfitta a Napoli e nel viaggio di rientro a Reggio la mattina successiva. In questi momenti non c’è mai un solo aspetto da sistemare. I numeri ci dicono che siamo la difesa che concede meno punti di tutta la serie A, mentre è evidente che i nostri meccanismi offensivi non sono ancora fluidi. Servirà tempo, lavoro e capacità di innescare tutte le bocche da fuoco di cui disponiamo».
È evidente che ci siano giocatori che in attacco debbano ancora entrare nel sistema. Nello specifico, fra gli esterni, Robertson e in parte anche Anim. Cosa ne pensa?
«Robertson, dopo una preaseason giocata a una media di 19 punti, con il 55% da tre, nelle ultime partite ha avuto una crisi balistica. È un giocatore che va aiutato e anche lui deve fare uno scatto, ma sono certo che tornerà presto ai suoi livelli. Anim ha fatto vedere a tratti cose importanti, come nella partita con l’AEK Atene. Deve migliorare prendendo più iniziative, ma in questo momento è anche poco cercato dai compagni e va coinvolto di più».
Evidente pure che gli avversari abbiano ormai preso le misure a Cinciarini, non crede?
«Abbiamo sempre detto che Andrea è il nostro leader e proprio perché gli avversari lo studiano e pongono grande attenzione su di lui, mai come oggi deve essere il grande regista che mette in ritmo i compagni. I suoi passaggi sono più importanti dei palleggi e dei tiri e la sua esperienza è fondamentale per noi».
Stefanini e Cipolla, i più giovani fra gli esterni, sono in grado di dare un contribuito maggiore alla causa?
«Stefanini ha raccolto meno di quanto seminato. Sono convinto che avrà altre occasioni per dimostrare il proprio valore. Cipolla che ha dimostrato di poter stare in campo, per esempio in BCL, deve mantenere la sua umiltà e la sua attitudine difensiva. Sta facendo bene ma non può scendere di colpi».
Onestamente non serve un back up per Cinciarini?
«In questo momento stiamo dando fiducia ai giocatori attualmente in organico, con l’auspicio che possano riproporre prestazioni come quelle di Treviso e Bonn. Poi è nostro dovere professionale monitorare il mercato ed essere sempre pronti, ma al momento non c’è alcuna trattativa in atto».
Qual è il suo giudizio sull’avvio di stagione dei lunghi?
«Reuvers deve crescere ma il suo avvio è molto positivo. Ha i mezzi per diventare un quattro con doppia dimensione, di alto livello. Hopkins sta acquisendo fiducia a rimbalzo, un aspetto che mancava al suo repertorio a questo livello. Diouf ha fatto vedere cose buone, deve diventare costante nelle due metà campo. Funderburk è arrivato fuori condizione, sta crescendo, ha fatto vedere buone cose a livello difensivo, in attacco deve sbloccarsi».
Lo staff come sta reagendo al momento nero?
«Abbiamo assemblato uno staff con tre allenatori nuovi su quattro, anche per questo serve tempo affinché si trovi una sintonia di lavoro completo e quindi si producano risultati, come avviene in qualsiasi azienda quando ci sono novità nel gruppo di lavoro. Non è facile prendere in mano una squadra terminata a settembre e farla rendere fin da subito con costanza. Abbiamo comunque dimostrato nelle prime due partite di poter fare molto bene e quindi c’è grande fiducia nel lavoro di Max e dei suoi assistenti».
Vitali è tornato in palestra martedì dopo lo stop per l’infortunio alla caviglia. Quando rientrerà nelle rotazioni?
«Michele sta riprendendo a lavorare a parte e verrà aggregato al gruppo in questi giorni. Per la gara di sabato con Varese si deciderà all’ultimo. Non dobbiamo avere alibi, ma la sua assenza ha pesato perché per noi è un prezioso equilibratore a livello tecnico. Le sue condizioni sono rassicuranti. Non siamo preoccupati».
Quando è previsto il rientro di Strautins?
«Arturs sta facendo miglioramenti importanti, già la prossima settimana proveremo ad aggregarlo al gruppo e vederemo le sue risposte. Il suo rientro si avvicina».
Ha voglia di tornare?
«Sia Strautis sia Vitali scalpitano tantissimo».
Olisevicius non sembra ancora al top della condizione. Quando lo rivredemo al 100%
«Ha ancora bisogno di tempo, come si è visto in queste partite: classe e talento ci sono ancora, le gambe stanno ancora arrivando. Lo dimostrano le percentuali dall’arco da dove ancora non è andato a segno».
Sabato è dietro l’angolo e Varese vi farà visita.
«È una partita importante perché vogliamo uscire uniti e compatti da un momento difficile e possiamo farlo solo tornando alla vittoria però la stagione è lunghissima e i conti si fanno alla fine. Bisogna lavorare tanto e avere pazienza. Con un roster e uno staff in parte nuovi, serve tempo. Lo diciamo da inizio estate».
Che avversaria incontrerete?
«L’Openjobmetis gioca un basket diverso dagli altri, con uno stile tipicamente americano, fatto di ritmi alti, tiro da tre punti e grande leggerezza offensiva, abbinata a una difesa versatile che usa molto i cambi. La società ha sposato dallo scorso anno questa filosofia e la sta portando avanti con grande coerenza. Sabato sera sarà una battaglia molto dura, ma auspico che il nostro senso d’urgenza unito a una partita solida ci permetta finalmente di far esultare via Guasco».
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