«Il caso Diana è unico»
L’avvocato Vossi (Aiac) interviene sulla nuova squalifica del tecnico. L’allenatore avrebbe guidato la Reggiana col telefono dalla tribuna
Reggio Emilia Aimo Diana sorvegliato speciale o bersaglio della Procura Federale? L’interrogativo è legittimo perché il tecnico della Reggiana ha stabilito un secondo precedente storico: lo scorso anno era stato squalificato per due volte per frasi blasfeme e quest'anno, nella prima volta della storia del calcio professionistico, è stato nuovamente squalificato perché squalificato e relegato in tribuna è stato “pizzicato” mentre era al telefono.
«Partiamo da un presupposto – rimarca l'avvocato Pierluigi Vossi, vice presidente dell'Aiac (Associazione Italiana Allenatori Calcio) informato sul caso – l’associazione è impegnata a tutelare i propri allenatori tesserati ma anche a far rispettare le regole. L'allenatore squalificato che segue la partita dalla tribuna non può essere perseguito se telefona. Potrebbe parlare con un amico o con la moglie. Si tratta di capire se c’è un filo conduttore tra la telefonata e l’interferenza con la gestione della partita. Per questo motivo sarei curioso di leggere il referto stilato dai funzionari della Procura. Di sicuro è un precedente unico. Nel corso della mia lunga carriera non mi è mai capitato che un allenatore fosse nuovamente squalificato per questo motivo. Può succedere se un tecnico, nonostante la sospensione, viene sorpreso negli spogliatoi a fine primo tempo ma non perché è al telefono».
A questo punto è bene ricordare la motivazione redatte dal giudice sportivo: “per avere diretto la squadra – si legge - mediante indicazioni fornite dagli spalti mediante l’uso di un telefono cellulare durante il secondo tempo in molteplici occasioni nonostante fosse squalificato”.
«È per questo motivo – prosegue il vice presidente dell'Aiac – che vorrei conoscere cosa hanno scritto, vedere se ci sono video o foto che dimostrano questa correlazione tra l'allenatore squalificato e la conduzione della partita. In ogni caso questa sentenza costituisce un precedente».
«Un tecnico squalificato - prosegue - non può partecipare ad eventi della Figc, quindi può allenare durante la settimana ma non può andare negli spogliatoi o in panchina nel corso della partita. Può starsene in tribuna o in pullman come ha fatto Mourinho per seguire la partita senza interferire direttamente o indirettamente nella conduzione della partita. Poi entriamo in quelli che sono i diritti costituzionali della persona. Nessuno gli può negare il diritto di telefonare ma occorre capire il contesto e ciò che hanno relazionato i procuratori federali».
L’avvocato Pierluigi Vossi rimarca che nonostante l'imminenza della partita si potrebbe anche presentare un ricorso d'urgenza anche se per un turno di squalifica la sentenza non è impugnabile. Resta il fatto che non ci sono precedenti.
«A memoria - conclude Vossi - non ricordo un simile fatto».
La Reggiana ha deciso di non ricorrere per la squalifica di Diana anche perché c'è massima fiducia in Alessio Baresi e probabilmente perché le prove evidenziate dai tre funzionari della Procura Federale sono schiaccianti.
Lunedì sera a Carrara ad Aimo Diana converrà seguire l’esempio di Mourinho e seguire la partita in televisione sul pullman di Lillo Gaspari.
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