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«Mentre combatto il cancro ho concluso l’Ironman di Cervia»

Aldo Spadoni
«Mentre combatto il cancro ho concluso l’Ironman di Cervia»

La lotta della triatleta reggiana Maria Grazia Davolio

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Reggio Emilia Mariagrazia Davolio, atleta della Galileo Triathlon, da una vita nello sport, negli ultimi anni ha dovuto lottare contro un avversario di quelli che mettono in campo tutta la loro forza ed aggressività, capace di mettere in crisi anche il fisico integro di uno sportivo.

E l’avversario questa volta non aveva nulla di sportivo, il tumore. E nonostante, questo terribile avversario non giocasse nemmeno ad armi pari, Mariagrazia non si è arresa e ha portato a casa la vittoria più bella.

Il sogno di Mariagrazia era quello di poter partecipare e concludere un Ironman, durissima gara di triathlon, nella quale fatica fisica e mentale, sono sempre dietro l’angolo, pronte a far crollare anche gli atleti più allenati.

Il sogno si è avverato recentemente all’Ironman di Cervia, che la Davolio ha portato al termine in 14h15’36”.

Mariagrazia ci racconta la sua storia sportiva?

«Dopo anni di running e maratone, nel 2011, nonostante i miei 49 anni, ho iniziato a praticare il triatlhon e da allora ho sempre sognato di poter concludere un Ironman».

Un sogno che però ha rischiato di non realizzare...

«La vita non è sempre come vorremo che fosse. Anzi, a volte ci presenta delle sorprese, degli imprevisti indesiderati. Come nel 2014 quando durante un controllo di routine mi è stato diagnosticato un carcinoma sieroso di origine ovarica, con metastasi di 4° grado, e da lì è iniziato un percorso molto difficile, che sto ancora affrontando».

Qual è stato il suo percorso per sconfiggere questo nemico?

«Nel 2015, due anni dopo, nel 2017 e infine nel 2018, ho subito tre interventi, seguiti ogni volta da sei mesi di chemioterapia».

Tanta sofferenza, in cui però non ha mai mollato i suoi sogni. Non è così?

«È così. Ho sempre tenuto il mio Ironman nel mirino, facendo regolarmente attività, con fatica e molta determinazione, e nonostante tutto partecipando a qualche triatlhon corto».

E contemporaneamente ha continuato a sottoporsi alle cure?

«Sì, nel 2019 grazie alla ricerca del Core di Reggio Emilia, ho potuto accedere ad una terapia sperimentale, che dovrò continuare a fare, e per ora fortunatamente questo, che ormai considero un amico, mi sta dando tregua e soprattutto una qualità di vita discreta».

Come si è avvicinata all’Ironman di Cervia?

«Nel 2021 ho voluto provare con il mezzo Ironman all’Isola d’Elba, e quest'anno finalmente, a 60 anni, ho realizzato il mio sogno, concludendo l’Ironman di Cervia con i colori della mia società, Galileo Triathlon».

Ora che obiettivo si pone?

«Fin che potrò non smetterò di dire che la prevenzione e la cura del proprio corpo sono fondamentali».

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