Lo scoglio dei contratti dietro le picconate di Diana
La società non ha commentato le esternazioni del mister
Reggio Emilia La società, pur infastidita, non commenta le dichiarazioni di Aimo Diana nel post partita di Reggiana-Pontedera sia per stile sia perché siamo alla vigilia di un importante big match. Sabato i granata sono chiamati all'esame di maturità contro la capolista Entella.
Nelle stanze granata filtra stupore per le esternazioni fatte in conferenza stampa anziché nelle dovute sedi e al cospetto dei diretti interessati. L'idea che traspare è che Aimo Diana non abbia condiviso il progetto della Reggiana ma del resto l'allenatore ha un altro ruolo e lo stesso mister l'ha ammesso: alleno i giocatori che la società mi ha messo a disposizione. L'impressione è in alcuni casi i ruoli si siano invertiti: a livello di potere gestionale una società deve essere piramidale ma a volte nella Reggiana la piramide appare sotto sopra.
Sul tavolo restano i nodi portati alla luce dal tecnico granata che trovano risposte, seppur in modo indiretto.
Terzini sinistri
Il caso del terzino sinistro, ad esempio, è stato più volte sviscerato. Stiamo parlando di un giocatore che possa essere un'alternativa a Guiebre che, alla pari di Nardi, appare imprescindibile per questa Reggiana. Serve il Porcino di turno ma la società ha fatto presente che nel ruolo il tecnico può disporre di Libutti e Guglielmotti, seppur adattati e del giovane Orsi, anche se in Coppa Italia ha palesato qualche difficoltà.
Nicoletti tornerà a disposizione a gennaio ma in ogni caso il 23 dicembre la Reggiana giocherà l'ultima partita (Lucchese) prima della riapertura del mercato e se sarà indispensabile una riserva di Guiebre si cercherà un rinforzo. Ingaggiare oggi un difensore svincolato significherebbe perdere almeno un mese e mezzo prima che sia in condizione di poter sostituire Guiebre.
Il nodo contratti
Nessuno lo vuole ammettere apertamente ma la verità è che non è stata accettata di buon grado la cessione di Sergio Contessa che, ricordiamo, ha fatto la scelta di passare alla Juve Stabia perché gli offriva un contratto biennale. Un rinnovo che la società, per una nuova filosofia gestionale – del cosiddetto calcio sostenibile – aveva indicato essere possibile solo a stagione in corso. Le dichiarazioni sulle condizioni di Nicoletti (“chiedete alla società, non so nulla”) e sulla prestazione del baby Orsi (“ho chiesto dei rinforzi a sinistra, mi hanno detto che c'è Orsi ma non credo sia questo il suo ruolo”) sono solo pretesti, punzecchiature in una sorta di guerra fredda in cui in gioco ci sarebbero i rapporti tra alcuni giocatori e la società con Diana più nelle vesti di sindacalista dei suoi atleti che non di vero mediatore.
Altro elemento puntualizzato dal tecnico Diana è la condizione fisica di Adriano Montalto che avrebbe accusato un problema il giorno dopo la partita contro la Vis Pesaro. Montalto è un attaccante che in 325 minuti giocati ha segnato 5 gol. Questo è il suo biglietto da visita, poi certamente non è un “soldatino” ma è un giocatore di personalità che va gestito. A proposito di giocatori scomodi, Marchioro si era ritrovato a governare un certo Michele Padovano che non era proprio in sintonia con Pippo ma il tecnico ripeteva alla società e ai suoi giocatori: “Se ci fa vincere le partite, lo dobbiamo sopportare”. E' vero che sabato Montalto era nervoso perché si aspettava di entrare prima in partita e non negli ultimi venti minuti.
Le conferenze stampa di Diana sono sempre improntate alla sincerità e schiettezza, non ama le frasi convenzionali e ha la forza di dire sempre ciò che pensa. Questo è apprezzabile ma a volte “i panni sporchi vanno lavati in famiglia”. C'è anche un altro particolare che non bisogna trascurare: quest'anno la società avrà un disavanzo di gestione di un milione in più rispetto ai 4 dello scorso anno perché non c'è il “paracadute” e senza Amadei, Salerno e Fico non ci può essere un futuro ambizioso per la Reggiana.
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