«Nervosismo in casa Reggiana? Ci può stare viste le pressioni»
Il doppio ex Staiti: «Se contenuto, è normale»
Reggio Emilia Chiedetegli tutto, ma non un pronostico. Primo perché è difficile, molto difficile azzeccare il risultato di una gara che si preannuncia combattuta e, secondo, perché è troppo legato alle due piazze, con amici qua e là e non vorrebbe dar loro un dispiacere. Lorenzo Staiti, ex di Reggiana ed Entella, domani sera si metterà davanti allo schermo, sicuro di assistere ad una bella partita e con l’augurio, visto che tutte e due non possono vincere, che a spuntarla sia quella che maggiormente lo avrà meritato.
«Ho sole ricordi belli di entrambe le piazze – dice il centrocampista, in attesa di rientrare a gennaio dopo il brutto infortunio - A Chiavari un percorso di 5 anni con la scalata dalla C2 alla B, a Reggio pure ho vinto, abito ancora lì,(la moglie lavora all’ Olmedo, ndr) ho tanti amici da una sponda e l’altra, sono le mie squadre del cuore, le seguo e tifo per loro».
Di una cosa Staiti si dice sicuro: «Sono due squadre che lotteranno sino alla fine per la promozione, assieme forse al Cesena. Entrambe hanno roster importanti, profondi ed entrambe sono costruite per vincere. Il match di sabato sarà importante ma non determinante, di tempo per recuperare ne resta».
Chiave della partita?
«Quando si affrontano squadre forti è difficile pensare che una possa dominare, a decidere saranno gli episodi, nel bene e nel male, la giocata individuale può imprimere la svolta, l’ Entella adesso ha inserito uno come Ramirez che non ha bisogno di presentazioni, ha sulle spalle anni di A e B, ma la Reggiana la vedo in crescita, è un poco ringiovanita rispetto al campionato scorso, ma è ben allenata e l’ossatura è rimasta quella, è solida, Rossi, Rozzio sono una garanzia».
Reggiana che ultimamente tradisce un certo nervosismo, anche le dichiarazioni ultime di Diana forse ne sono la spia più evidente…
«Per me la squadra granata ha tutto per ripetere il campionato scorso, ha ciccato solo il match di Fiorenzuola, con il Cesena ha pagato dazio ad un arbitraggio troppo fiscale, ma vincere non è mai facile. Quello di Serie C è un campionato ostico e quando parti con un obiettivo solo la pressione sale, un poco di nervosismo ci può stare, a patto che sia contenuto».
Dall’alto dell’esperienza di chi ha respirato per anni ed anni l’ aria dello spogliatoio, un’esultanza un poco sopra le righe come quella di sabato di Montalto può nuocere all’armonia?
«Non conosco certe dinamiche e pertanto non posso esprimermi, va trovato il giusto equilibrio, bisogna addivenire ad un compromesso ragionevole, l’importante è la Reggiana: è lei che deve venire prima di tutto, non il singolo, il calcio è sport di squadra non singolo, è il gruppo a vincere».
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