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Quando il portiere Santurro venne chiamato geometra...

Luca Cavazzoni
Quando il portiere Santurro venne chiamato geometra...

La Bagnolese visse un caso identico alla Correggese

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Reggio Emilia Stessa categoria (la Serie D), identico girone (il gruppo D), i medesimi punti in classifica (sei) e ora anche accumunate da un episodio di porte non regolamentari prima di giocare una partita di campionato. Quanto successo domenica alla Correggese al Lungobisenzio contro il Prato (con una porta più alta di nove centimetri come riscontrato dai biancorossi durante il sopralluogo sul campo), era infatti accaduto anche alla Bagnolese nel campionato di Serie D del 2011/12. E proprio in occasione del derby di Coppa Italia di mercoledì sera al Fratelli Campari (vinto per 3-2 dalla Bagnolese) mentre alcuni addetti ai lavori della Correggese raccontavano l’accaduto ai “cugini” di Bagnolo, ecco che la mente dei rossoblù è andata a ritroso nel tempo fino a quella “famosa” domenica del 27 novembre 2011. Nell’occasione la Bagnolese era al Nuovo Comunale di Este, per affrontare la patavina compagine locale che era in vetta alla graduatoria (allenata da Gianluca Zattarin, poi da lì a breve sulla panchina del Lentigione). Quella volta però le porte (entrambe) erano più basse (precisamente di otto centimetri): ad accorgersene era stato lo “statuario” portiere Antonio Santurro, proprio in queste ore fresco di accordo col Parma in Serie B. La successiva misurazione confermò l’impressione dell'estremo portiere rossoblù, col Nuovo Comunale che si trasformò in un autentico cantiere a cielo aperto.

L’Este si era infatti attivata facendo arrivare sul terreno di gioco alcuni operai di una vicina officina del paese, che hanno impiegato un'ora e mezza per la riparazione (anche “scavando” via la terra sottostante per guadagnare in altezza). Ad intervento “riuscito”, anziché alle ore 14.30 la gara iniziò alle ore 16. Dato lo slittamento d’orario arrivò anche il rischio nebbia, infatti quanto successo nel secondo tempo si è potuto solo immaginare dal tanto era fitta.

La Bagnolese puntò il dito sull’eccessivo ritardo del fischio d’avvio (ritenendolo oltre i tempi previsti dal regolamento), ma successivamente venne ritenuto a discrezione dell’arbitro (Gentile di Lodi).

Oltre a questo e alla nebbia la Bagnolese in un primo momento si rifiutò di giocare, cambiando idea quando l'arbitro gli propose di firmare una dichiarazione scritta di mancata presentazione in campo. L’eventuale rischio di perdere la gara a tavolino ed essere anche penalizzata in classifica fece desistere e cambiare idea alla Bagnolese, che poi perse 1-0 (gol di Rondon al 27’ st con i rossoblù in dieci da una ventina di minuti per l’espulsione di Roberto Bonacini per doppia ammonizione).

Sugli spalti clima ostile, con frecciate e fischi all’indirizzo sopratutto di Santurro (apostrofato come “geometra” per via dell'avere individuato “a vista” le misure non conformi delle porte).

La Bagnolese presentò poi ricorso (per rigiocare) per l'eccessivo ritardo sul via della gara (che per i rossoblù doveva essere entro i 45’ di ritardo), ma venne poi bocciato (col senno di poi trapelò l’indiscrezione che la Bagnolese per provare ad avere ragione avrebbe dovuto rifiutarsi di giocare perché le porte non erano più in sicurezza). L’allenatore di quella Bagnolese era Ivano Vacondio, tra i giocatori anche gli ex granata Fabio Caselli, Daniele “Billo” Orlandini (ai tempi infortunato), Luca Ferrari ed il figlio d'arte Gianluca Barilli (il papà Alessandro ai tempi era presidente della Reggiana) come secondo portiere. La Bagnolese che contava sui gol di Sasà Greco si salvò con due turni d’anticipo, in Serie C2 salì il Forlì mentre l'Este vinse i playoff del girone D qualificandosi per quelli nazionali.

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