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«Adesso la Unahotels ha tutto per vincere»

Linda Pigozzi
«Adesso la Unahotels ha tutto per vincere»

Il vicepresidente Enrico San Pietro fa il punto alla pausa: «Affronteremo la questione mercato in questi giorni»

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Reggio Emilia I due successi sin qui centrati collocano la Unahotels al 12° posto nel momento in cui la Serie A si ferma per consentire l’attività delle squadre nazionali,.

Vicepresidente Enrico San Pietro, siete dove volevate essere?

«Ci aspettavamo qualcosa in più in termini di vittorie e punti ma utilizzeremo la pausa per continuare a lavorare. Come era stato detto in apertura di stagione, sapevamo che il nostro avvio sarebbe stato problematico perché non avevamo la squadra al completo in fase di preparazione. La costruzione del team è avvenuta con difficoltà e lentezza. Al di là dell’aspetto tecnico e tattico avuto quattro partite, Tortona, Atene, Napoli, e Varese, che sono state approcciate in un modo non sufficientemente determinato».

Il vento ora sembra cambiato.

«Un po’ grazie al rientro di Vitali e di Strautins, un po’ col miglioramento complessivo della condizione e i progressi arrivati con il giocare insieme, nelle ultime tre gare si sono visti miglioramenti importanti. Anche domenica a Bologna la squadra è stata in grado di giocare bene al cospetto di un’avversaria di livello come la Virtus».

La pausa arriva quindi nel momento peggiore?

«Il nostro lavoro di crescita prosegue. Certo non saremo al completo ma siamo orgogliosi di avere tanti giocatori impegnati con le nazionali. Vitali e Diouf sono al lavoro con la nazionale italiana, Robertson con quella canadese, Hopkins con la nazionale ungherese e il giovane Suljanovic con la nazionale austriaca. Dobbiamo continuare a lavorare per sfruttare al meglio il potenziale che è di ottimo livello».

Cosa è scattato nelle ultime gare?

«In realtà è stato il lavoro continuo di affinamento, di conoscenza reciproca e di capacità di giocare insieme che ha dato qualche frutto. Poi, come detto, c’è stato il rientro di giocatori importanti. Dopo la sconfitta interna con Varese c’è stato bisogno di un confronto molto diretto fra coach, staff tecnico e squadra. E la squadra ha risposto. I margini di miglioramento sono sempre grandi. Già oggi stiamo molto meglio in campo e siamo nelle condizioni di vincere le gare che ci aspettano, anche se molto impegnative».

Il ritorno al Bigi è risultato piuttosto problematico.

«Siamo tornati affrontando Tortona, squadra difficile dal punto di vista tecnico che si presenta con lo stesso impianto dello scorso anno ma arricchito, ed è stata capace di infilare cinque vittorie nelle prime cinque gare. È vero che contro Tortona abbiamo trovato difficoltà nel giocare al Bigi, ma è valso solo per quella gara. I nostri tifosi sono una grandissima risorsa e approfitto per ringraziarli per averci incoraggiati anche nei momenti più difficili, passaggi a vuoto dovuti a infortuni e a un approccio non abbastanza duro».

Il campionato le sembra più impegnativo rispetto agli ultimi anni?

«Come negli ultimi campionati c’è molto equilibrio, fatta eccezione per Milano e Virtus, e il risultato non è mai scontato. Il livello è più alto rispetto allo scorso anno. La fine delle restrizioni dovute al Covid ha permesso a noi, e anche ad altri, di investire di più. Sull’innalzamento del livello tecnico può avere influito anche la situazione della Russia che è fuori dalle coppe. Molti giocatori hanno cambiato destinazione e questo ha fatto sì che sul mercato ci fossero elementi migliori. Trovo il campionato interessante e di livello crescente».

Il mercato, appunto. È sotto gli occhi di tutti che un giocatore come Funderburk al momento è a margine delle rotazioni. Pensate di sostituirlo come da più parti si vocifera?

«Non ne abbiamo ancora discusso ed è un discorso che affronteremo durante questa sosta. Siamo però consapevoli del fatto che ci sono tanti fattori che influiscono sul rendimento dei giocatori. Alcuni, come attenzione e concentrazione, dipendono dal comportamento del giocatore stesso, altri dalla squadra stessa. Abbiamo dodici giocatori e alcuni, penso a Stefanini e Cipolla, nelle ultime gare sono finiti ai margini delle rotazioni. Da una parte noi dobbiamo essere capaci di sfruttare al meglio le capacità dei nostri giocatori e dall’altra loro stessi devono farsi trovare pronti, nel momento in cui vengono chiamati in campo».

Il clima è sereno?

«Lavoriamo insieme con l’ambizione di migliorare ed è ovvio che quando si perde si è meno felici di quando si vince ma direi di sì, che il clima è sereno».

Conto la Virtus ve la siete comunque giocata per larghi tratti.

«La prestazione è stata a lungo molto buona. Nonostante la Virtus sappia mettere una pressione fisica molto elevata, noi nei primi due quarti siamo stati capaci di trovare ottime percentuali. Non abbiamo avuto alcun timore reverenziale e per tre quarti ce la siamo giocata punto a punto. Nella parte finale della gara è emersa la superiorità fisica dei nostri avversari come era perfettamente normale che fosse. Non ci dobbiamo sorprendere: era evidente che le cose sarebbero potute andare così».

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