La carica di Diana: «Noi non molliamo»
L'allenatore della Reggiana: «Tante pretendenti e nessuna è in fuga»
Reggio Emilia Aveva ragione il tecnico granata Aimo Diana venerdì quando, in fase di presentazione del big match di Chiavari, si diceva certo di una grande prestazione da parte dei suoi ragazzi.
Ed effettivamente sabato sera allo stadio Comunale la Reggiana ha disputato, almeno a tratti, il miglior calcio da inizio stagione.
Legittima quindi la soddisfazione dell’allenatore bresciano. «Oltre i primi venti minuti dove abbiamo giocato un buon calcio - queste la parole di Diana al termine del match - sono particolarmente soddisfatto di quello che ha fatto la squadra nell’ultimo quarto d’ora, perché negli ultimi tempi l’Entella aveva saputo sfruttare questa fase di gioco per fare punti». Questa volta non è andata così, grazie a una prestazione di spessore dei suoi ragazzi, che permette alla truppa granata di continuare a coltivare sogni di primato.
«Rimaniamo attaccati alle posizioni che contano - ha proseguito Diana - e non molliamo di una virgola. Non ci sono squadre in fuga perché, come ho sempre detto, l’equilibrio è alto e non ci sarà una gara a due come lo scorso anno. Ma quelle che dovevano essere lì, ci sono tutte».
Per la seconda partita consecutiva la squadra non subisce gol, segno di una ritrovata intesa di tutto il reparto difensivo. Ma la chiave di letture del tecnico, è molto più articolata. «Hanno fatto bene dietro perché davanti hanno lavorato tanto. La difesa lavora bene quando gli attaccanti rallentano l’azione, vedi Montalto. Sono aspetti che forse all’inizio mancavano e che adesso stiamo ritrovando».
A proposito di Montalto schierato dal primo minuto al fianco di Rosafio, Diana spiega così questa scelta. «Volevo dare continuità a Rosafio anche perché è un giocatore che mi garantisce una buona dose di tecnica e di passo. Montalto l’ho scelto perché in certe partite anche la caratura del calciatore conta e in certi ambienti, come quello di Chiavari, si esaltano».
Una scelta che ha penalizzato Lanini costretto a partire dalla panchina.
«Lanini ha bisogno di una scintilla - un concetto espresso più volte - e la scintilla può arrivare sia partendo dall’inizio che subentrando a partita in corso. L’anno scorso in un periodo non buono per lui, bastò il rigore di Olbia da subentrato, per sbocciare di nuovo».
L’analisi post gara non può non passare dalla prestazione di Luca Zamparo, l’ex più atteso della gara. «L'abbiamo gestito bene - conclude il tecnico granata - è un giocatore che conosciamo. Siamo stati bravi a non farlo girare sul mancino e a limitarlo molto».
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