Torrente: «Intensa e concentrata, promuovo la Reggiana»
L'ex bandiera del Genoa ha assistito alla gara con l'Entella: «Non è facile imporre il proprio gioco a Chiavari»
Reggio Emilia Vincenzo Torrente, fino allo scorso anno allenatore del Gubbio, era presente sabato sera allo stadio di Chiavari per seguire Entella-Reggiana, il big match di alta classifica conclusosi con il risultato di 0-0.
L’ex calciatore del Genoa (455 gare con il Grifone, condite da sei reti), ha anche apprezzato molto il fatto che i tifosi granata sventolassero le bandiere rossoblù.
«Posso affermare di aver visto una bella Reggiana – rimarca il tecnico il giorno dopo il big-match - Venire a giocare a Chiavari, su questo campo, riuscendo a mettere in difficoltà l’Entella significa avere dei valori tecnici e morali».
Per la Reggiana era un esame di maturità, crede che l’abbia superato?
«È stata una partita tra due formazioni di valore e che si sono affrontate con rispetto e con grande vigoria fisica. La Reggiana avrebbe meritato la vittoria ai punti, perché ha fatto qualcosa di più sotto il profilo delle occasioni e anche del gioco. Alla fine, però, il pareggio ci sta».
I granata hanno calciato poco in porta, ancora meno però l’Entella.
«Vero, la Reggiana nel primo tempo con Libutti e nella ripresa con Rossi avrebbe potuto sbancare il campo di Chiavari ma è stato un match equilibrato».
Dal suo osservatorio chi tra Reggiana ed Entella è uscito rafforzato da questo pareggio?
«Seguo sempre l’Entella e devo dire che la Reggiana ha giocato una partita di grande personalità e carattere. Mi è veramente piaciuta. Si sono affrontate due squadre che saranno protagoniste fino alla fine per la serie B».
C’è un aspetto in particolare che l’ha colpita?
«La Reggiana mi è piaciuta per come ha saputo interpretare la partita, con intensità e concentrazione, senza mai rinunciare a rendersi pericolosa. La prima mezzora di gioco è stata giocata molto bene, con velocità e buone manovre ma anche nel finale ho visto una Reggiana che andava a pressare alto l’Entella mettendo in difficoltà le loro ripartenze dal basso».
Uno zero a zero con poche emozioni.
«Un match sentito da entrambe le squadre, dunque caratterizzato dal grande equilibrio, però, ripeto: non è facile per nessuno venire a Chiavari e imporre il proprio gioco. La Reggiana l’ha fatto, complimenti».
A livello atletico cosa ci può dire?
«Ho visto due squadre che stanno bene. Vale per l’Entella che conosco meglio ma anche per la Reggiana».
Ha rivisto la Reggiana della scorsa stagione?
«In alcuni segmenti della partita, quando ad esempio hanno privilegiato il palleggio, la ricerca dell’ampiezza del campo, però mi pare che quest’anno gli interpreti siano leggermente cambiati ma l’organico è rimasto profondo e di assoluto valore».
Ha segnato nel suo taccuino qualche elemento da seguire?
«Guiebre è un giocatore che mi piace molto perché ha personalità, forza e tecnica. Nel primo tempo è stato quasi imprendibile, poi dopo quel lieve infortunio si è gestito ma è un giocatore importante nella fase offensiva. Se migliorerà nella fase difensiva, sarà certamente un giocatore importante. Devo dire che anche l’altro esterno, Libutti, ha fatto bene ma Guiebre ha qualcosa in più e mi ha fatto una grande impressione».
È una classifica molto equilibrata con sette squadre in due punti.
«È così. Regna un grande equilibrio e alla fine avrà la meglio chi mostrerà maggior continuità di risultati anche se sono convinto che poi saranno le tre squadre pronosticate alla vigilia a giocarsi la serie B».
Alla Reggiana serviva una buona prestazione per scacciare le polemiche della vigilia.
«Ho letto qualcosa ma non conosco le dinamiche. Per ciò che ho visto in campo è una squadra molto solida, compatta, con grande partecipazione anche da parte della panchina. Non c’è bisogno che rimarchi la stima che ho per Aimo Diana perché sono i risultati che lo dimostrano: 86 punti non si fanno per caso. Io ho visto una Reggiana tosta e tecnicamente forte. Posso aggiungere una cosa...».
Assolutamente sì.
«È stato uno spettacolo vedere i tifosi granata incitare dall’inizio alla fine la squadra. A Chiavari non hanno mai visto tanta gente ma soprattutto con un incitamento così costante. Mia moglie li ha filmati anche perché ha visto esposte delle bandiere cui siamo molto legati».
Si riferisce al gemellaggio col Genoa?
«Mi ha fatto piacere che con i granata ci fossero anche dei vessilli genoani ma più in generale è stato uno spettacolo vederli cantare per tutta la partita senza un attimo di sosta. Reggio ha un grande pubblico, lo sapevo e ne ho avuto la prova». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
